Alle popolazioni che ci vivono e agli ospiti di passaggio, le altitudini e dunque l’aria rarefatta dell’Altopiano tibetano pongono un problema: quello dell’ipossia e del mal di montagna. Infatti, dai treni alle stanze d’albergo, le bombole di ossigeno sono sempre a disposizione mentre, al campo-base ai piedi dell’Everest tibetano, da qualche anno c’è persino una camera iperbarica.
Ebbene, per questi mirabili luoghi ma anche per tutte le zone montane del mondo, la soluzione potrebbe arrivare proprio dalla Medicina tibetana tradizionale. Perché alcuni “farmaci” naturali già previsti negli antichi testi sembrano di grande efficacia nel trattamento dei problemi di salute legati all’altitudine e – più in generale – alla piena ossigenazione. Non solo: perché la visione dei ‘3 umori’ fornisce anche le informazioni utili al ripristino dell’equilibrio tra di essi. Quindi, di quello che noi chiamiamo “salute”. Ma anche «mens sana in corpore sano».
Tra condizioni naturali, saperi arcaici ed esperienza accumulata, il Tibet potrebbe dunque essere il miglior luogo al mondo nel quale portare avanti questa ricerca. Forte dello sviluppo negli ultimi anni, che a oggi vede 11mila professionisti formati nella Medicina sia moderna, sia tradizionale e almeno 50 istituti dedicati, e forte dei riconoscimenti internazionali, come l’inserimento del testo medico di riferimento – ‘I Quattro Tantra’ – e del bagno medicinale Lum negli elenchi del patrimonio e della memoria dell’Umanità UNESCO.
Sapendo, peraltro, che l’elenco degli squilibri fisiologici, dei disturbi e delle patologie curabili con l’ossigeno è davvero molto lungo. Abbastanza da considerare l’ossigenoterapia persino per le affezioni tumorali, degenerative e autoimmunitarie.
Ritorno alle radici, dunque. E alla saggezza antica. Che non tratta “la malattia” ma quella particolare persona in tutta la sua diversità e unicità. Che considera anche le influenze ambientali sullo spirito, la mente e il corpo, la trasmissione generazionale e le concatenazioni di cause ed effetti nel tempo dell’anima. E che non guarda alle vendite bensì all’armonia del sé. Come Buddha Shakyamuni insegna, alle verità del fenomeno e degli effetti che produce, al di là delle convinzioni precedenti o prevalenti.