MAGICO QINGHAI-TIBET: DAI WATT AI BIT

  • by Redazione I
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  • 06 Set 2026
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MAGICO QINGHAI-TIBET: DAI WATT AI BIT, Mirabile Tibet


Nella ventosa pianura di Talatan, provincia del Qinghai, più di 20mila pecore pascolano sotto le distese di pannelli solari al cobalto: una fusione tra agricoltura, pastorizia ed energia rinnovabile, che ha trasformato un arido deserto in un successo ecologico. Ma cosa fare con l’enorme surplus energetico? E la risposta della Prefettura tibetana di Hainan è la sua trasformazione in un Big Data Hub in alta quota.

Cioè, e grazie a un investimento di 16,2 miliardi di yuan (oltre 2 miliardi di euro), la creazione nella città di Chabcha, capoluogo della Contea di Gonghe, di un Parco industriale di 93 ettari per il green computing delle industrie ad alta intensità di calcolo.

Infatti, lo scorso anno, gli impianti di energia pulita della Prefettura di Hainan avevano generato 47,7 miliardi di kilowatt/ora di elettricità ma il consumo industriale e domestico locale ne aveva assorbito solo 1,7 miliardi – cioè, meno del 4%. E, sebbene le linee di trasmissione portassero una parte significativa di questo surplus alle province orientali, il rischio di limitazione a lungo termine perdurava.

Conclusione? La trasformazione dei watt in bit.

Anche perché la città di Chabcha presenta dei vantaggi naturali per lo sviluppo di data center. Con una temperatura media di 4 °C, la città consente infatti il raffreddamento “spontaneo” per 330 giorni all’anno. Inoltre, l’aria rarefatta e priva di polvere dell’Altopiano riduce l’accumulo di particolato sui componenti dei server, prolungando la durata dell’hardware.

Oggi, l’energia pulita costituisce più del 97% dell’approvvigionamento energetico del Parco di Chabcha mentre i costi dell’elettricità – pari a circa 0,42 yuan (0,054 euro) per kWh – sono tra i più bassi a livello nazionale. In tutta la Prefettura di Hainan, con un investimento complessivo di 180 miliardi di yuan (più di 23 miliardi di euro), la capacità di energia pulita ha superato i 36 milioni di kW.

MAGICO QINGHAI-TIBET: DAI WATT AI BIT, Mirabile Tibet


In quanto a Talatan, “le pietre rotolavano con il vento e nulla cresceva” – come recita un proverbio locale. Oggi, il Parco fotovoltaico che si estende su 600 chilometri quadri è uno dei principali Centri solari a livello di gigawatt, certificato dal Guinness dei Primati come il più grande impianto fotovoltaico al mondo per capacità installata.

Una storia iniziata nel 2012, con la consapevolezza del potenziale di quella terra desolata che offriva però quasi 3mila ore di Sole all’anno. I pannelli hanno agito da frangivento, la loro ombra ha ridotto l’evaporazione e l’acqua piovana, insieme a quella dalla pulizia dei pannelli, si è infiltrata lungo i supporti – irrigando il terreno. Nel giro di pochi anni, la copertura vegetale è tornata a superare l’80% e lepri, volpi e persino uccelli mai visti prima hanno ricominciato ad affacciarsi. 

MAGICO QINGHAI-TIBET: DAI WATT AI BIT, Mirabile Tibet


Due problemi: l’erba alta (che copriva i pannelli) e l’erba secca invernale (che aumentava il rischio di incendi), con una notevole spesa per le pulizie manuali di oltre 4 milioni di yuan (più di 500mila euro) ogni anno. Da qui l’idea delle “pecore fotovoltaiche” e la creazione di 14 pascoli sotto i pannelli, innalzati a circa 1,5 metri e un po’ più distanziati per permettere alle greggi di muoversi con agio, nonché la distribuzione ai villaggi circostanti dell’erba rimasta sul terreno come foraggio invernale.

Il tutto, con benefici per tutte le 5 Contee della Prefettura – dalla condivisione di 50,5 megawatt tra 173 villaggi all’aumento dell’occupazione green e la immediata riduzione della povertà. Ma con ricadute su tutto il territorio, grazie a 3 normative (sulla prevenzione e il controllo della desertificazione, sulla conservazione ecologica e ambientale e sulla protezione dell’altopiano Qinghai-Tibet) che hanno reso applicabile in tutta la Regione proprio il modello di Hainan. Basato sulla tutela ambientale come principio imprescindibile, e fino al sistema di riciclaggio per i pannelli solari dismessi: un approccio lungimirante, dato che gli impianti locali più “vecchi” si avvicineranno alla fine della loro vita utile entro un decennio.

Nulla si perde, tutto si trasforma.