
Dall’Impero cinese a quello romano passando per quello tibetano, e dall’Armenia all’Egitto, le civiltà percorse e coinvolte erano quasi 40 – e non solo nella “seta” del nome. Tutte custodi di saperi e sensibilità differenti e, a cominciare dall’ingegno nei modi di serbare l’acqua o dalle espressioni artistiche, tutte depositarie di insegnamenti o di visioni del mondo e della vita che oggi potrebbe essere prezioso (ri)conoscere, ricordare, recuperare.

Questa è la storia di un uomo, Guo Qinglin, che nel 1999 è arrivato nella provincia sino-tibetana del Gansu. Prima per studiare geologia all’Accademia di Lanzhou, poi per lavorare come assistente all’Accademia di Dunhuang, e che oggi dirige il Dipartimento che supervisiona le Grotte dei Mille Buddha a Mogao – cioè, un patrimonio già UNESCO di 45mila metri quadri di murales e 2.415 statue buddhiste creati tra il quarto e il quattordicesimo secolo.
Parola-chiave, “conservazione” – dentro e fuori l’Altopiano. Dal consolidamento e la protezione delle antiche mura, grotte e persino città (ancora in piedi o sepolte dalla sabbia) al restauro delle opere contenute e la loro acquisizione digitale volta alla preservazione, alla ricerca e alla condivisione con i colleghi di altri Paesi, dal Giappone agli Stati Uniti. Il tutto, grazie a una squadra partita da 4 membri e che oggi ne conta quasi 200.
Risultato? Conoscenze e tecnologie prima sviluppate, poi applicate con successo a più di 300 siti dell’altopiano Qinghai-Tibet (Palazzo del Potala compreso), infine – con la crescente consapevolezza di trovarsi spesso sull’antica Via della Seta – scambiate. E che ora possono coinvolgere l’intera antica Via, “guardiana” di tantissimi patrimoni dell’Umanità.
Due le grandi sfide: i fenomeni meteorologici e il Tempo. Così, l’Accademia di Dunhuang ha messo su un laboratorio di simulazione ambientale multicampo nel quale riprodurre temperature tra i 30 e i 60 gradi Celsius, umidità tra il 10 e il 90% e tutte le condizioni climatiche delle 4 stagioni. Andando poi a condividere – scoperte e conclusioni.
Nel 2024, l’Accademia ha firmato dei memorandum d’intesa con Uzbekistan, Kyrgyzstan, Sri Lanka e Cambogia per la tutela congiunta dei rispettivi siti, lo scambio di informazioni scientifiche e tecniche, l’allestimento di mostre, la promozione di attività accademiche e la formazione professionale. Memorandum seguiti dalla nascita in questi Paesi di laboratori-gemelli e, soprattutto, da un lavoro convinto, costante e fiorente di tutte le squadre.

Work in progress, dunque. Per ora, in un solo Continente ma, potenzialmente, in 3. Sotto il segno della memoria, della Conoscenza e dei nuovi orizzonti possibili. Come Il Milione.