LUPI TIBETANI ED EQUILIBRI ECOLOGICI

  • by Redazione I
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  • 22 Mar 2026
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LUPI TIBETANI ED EQUILIBRI ECOLOGICI, Mirabile Tibet


Siamo nella prateria di Ruoergai (o Zoige), nel Sichuan, in una zona amministrata dalla prefettura tibetana Nwang e Qiang di Aba. Dove, fin dal 2020, popolazioni ed esperti hanno unito le forze per proteggere la fauna selvatica e il fragile ecosistema delle zone umide locali. Cominciando dalla creazione di una stazione di protezione dei lupi – come il Leopardo delle nevi, e nonostante aspetto e nomea, vitali per l’equilibrio ecologico.

Negli ultimi mesi, un documentario uscito nel 2017 (“Ritorno ai Lupi”) ha visto un’ondata di rinnovato successo – riportando i lupi nativi dell’altopiano Qinghai-Tibet all’attenzione del pubblico. Un documentario che racconta la storia di una pittrice naturalistica che nel 2010 aveva salvato un cucciolo di lupo, lo aveva allevato per tre mesi e lo aveva in seguito riportato nella prateria, trascorrendo sette mesi ad aiutarlo a tornare in un branco.

Seguendo però, anche dopo la realizzazione e l’uscita del film, il destino dei lupi selvatici. Perché, al di là del riscontro mediatico fatto di 9,9 milioni di “Mi piace” e oltre 330 milioni di visualizzazioni sui social locali, questa zona umida d’alta quota, situata nel corso superiore del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro, è andata avanti.

Nel senso che, nell’ultimo decennio e in risposta a diverse minacce alla biodiversità, popolazioni autorità forestali e istituzioni competenti locali hanno continuato a promuovere il ripristino ecologico e la conservazione a lungo termine. Con silenziose ma costanti pratiche di governance a sostegno del ritorno della vita. In altre parole, gli sforzi di protezione ecologica a Ruoergai non sono cessati dal periodo documentato nel film. E la storia dei lupi non si è conclusa con gli ultimi fotogrammi della pellicola.

Indagini sistematiche, monitoraggio con telecamere a infrarossi, periodiche ricerche sul campo e soprattutto un lavoro di squadra, sufficiente a far sì che, nel 2023, la popolazione di lupi selvatici nelle Contee di Ruoergai, Hongyuan e Aba – più conosciute come ‘le zone umide del Grande Ruoergai’ – raggiungesse quota 343 rispetto ai circa 200 del 2020. Contribuendo, così, al ripristino della flora e della fauna, al controllo della desertificazione e all’equilibrio tra pascolo e bestiame.

Con una superficie di circa 1,67 milioni di ettari, la Riserva Naturale di Ruoergai coinvolge 5 città, 2 Comuni e 28 villaggi ed è suddivisa in zone centrali, “cuscinetto” e sperimentali. L’Amministrazione della Riserva Naturale impiega attualmente 29 dipendenti e 85 addetti al pattugliamento a piedi o a cavallo, il monitoraggio e la gestione quotidiana. Questi ultimi, per lo più pastori locali perché, conoscendo bene il territorio, sono i primi a notare i cambiamenti. Il tutto, in un’area nella quale a oggi sono state registrate oltre 660 specie di animali e piante selvatiche tra le quali 70 sotto protezione nazionale.

Le zone umide di Ruoergai sono tra le più grandi e meglio conservate aree di torbiera alpina al mondo – peraltro, a contribuire non poco alla ricarica idrica dei corsi superiori dei fiumi Giallo e Azzurro. Ragione per la quale sono state classificate come di importanza non solo nazionale ma anche internazionale.