Che, in realtà, è un complesso – fatto di diversi palazzi e un giardino molto speciale. Un vero “microcosmo”, che ora andiamo a esplorare.
Costruito a metà del XVIIImo secolo, ampliato più volte nei 200 anni successivi, a lungo usato come residenza estiva dei Dalai Lama, aperto al pubblico nel 1966 e restaurato dal 2003 con un investimento di oltre 67 milioni di yuan (più di 8,3 milioni di euro), Norbulingka – in Tibetano, “Parco del Tesoro” – è infatti la struttura più grande, meglio progettata e più ricca di Storia, Arte e Cultura dell’intero Tibet. Una straordinaria fusione tra Natura e Architettura tradizionale tibetana e cinese Han, che si estende per 3,6 chilometri quadrati e che, 7 anni dopo il Palazzo del Potala e 1 anno dopo il Tempio di Jokhang, nel 2001 è diventata patrimonio UNESCO.
Tra le 374 stanze, gli affreschi, i thangka, i tappeti, le opere e i reperti custoditi, il giardino ricco di piante native e non (molte delle quali rare), gli uccelli e gli animali che vivono qui (nello zoo più alto del mondo), il laghetto fiorito, le piccole isole e i ponti, lo splendido gazebo, il padiglione acquatico, gli spazi per i picnic tradizionali e il palcoscenico teatrale per gli spettacoli di Opera tibetana (altro patrimonio UNESCO) durante il Festival dello Shoton, un luogo di meraviglie – dentro e fuori.
In quanto ai palazzi: il più vecchio, Kalsang Podrang, contiene diverse pitture murali, statue del Buddha, il trono del 7mo Dalai Lama e circa 100 dipinti preziosi. Il più “nuovo”, Takten Migyur Podrang, ospita più di 300 dipinti che raccontano la Storia del Tibet. Di fronte, c’è il Tyokyil Podrang: il più bell’angolo del Norbulingka, da dove ammirare alberi secolari, fiori profumati, il lago e il padiglione. Infine, Chensal Podrang – che sembra il dipinto di un giardino paradisiaco.
Tra la tarda primavera e l’autunno, una mezza giornata da vivere immersi nella Bellezza.
(Senza dimenticare il Museo del Tibet, che si trova sulla stessa strada e a pochi passi dal Norbulingka…)