
Nella prefettura tibetana di Dechen (o Diqing) della provincia di Yunnan, una squadra di ricercatori ha di recente scoperto una pianta carnivora “anticipata” da Darwin 151 anni fa.
Infatti, nel suo libro del 1875 sulle piante insettivore, il padre dell’evoluzionismo (che aveva studiato due specie europee della stessa famiglia) parlava di filamenti appiccicosi che sarebbero stati in grado di catturare gli insetti e persino della possibilità che alcune di queste piante si nutrissero delle loro prede – senza, però, avere modo di verificare la sua tesi e fornirci una certezza.
Fino ai nostri giorni. E fino all’incontro, nella bellissima Natura di una Shangri-La che non cessa mai di stupire, con una Saxifraga candelabrum i cui filamenti erano pieni di insetti: in media, oltre 70 per pianta.

Per capire se si trattava di un evento occasionale o di una caratteristica evolutiva, i ricercatori hanno osservato 45 campioni storici, raccolti tra il 1888 e il 2016: ebbene, 43 avevano ancora degli insetti attaccati ai loro “capelli” – dimostrando, così, che la caccia durava da più di 100 anni. E con intelligenza, visto che la pianta attira diversi insetti con il profumo dei suoi fiori ma intrappola soltanto i moscerini “inutili” e non anche i grandi impollinatori, come le api selvatiche, vitali per la riproduzione della candelabrum.
Ma, siccome molte piante usano dei filamenti appiccicosi soltanto per difendersi o tenere lontani gli insetti dannosi, c’era un altro aspetto da verificare: la “dieta”. Confermata dalla presenza nei filamenti di un enzima che scompone proprio la materia animale e, nella pianta, di isotopi di azoto presi da quanto digerito e usati per nutrire i fiori e i frutti.
Infine, l’ultimo pezzo del puzzle: la cosiddetta ‘evoluzione convergente’. Trovata comparando il genoma delle Saxifraga con quello di altre piante insettivore (come le Sarracenia e le Drosera) e scoprendo che queste specie, nonostante non siano imparentate, abbiano sviluppato geni simili sia come “tecniche di caccia”, sia come alimentazione.
Dall’altopiano Qinghai-Tibet, un’altra scoperta e una ulteriore conferma: che, tra le piante da fiore, le carnivore potrebbero essere più diffuse di quanto si pensasse finora e che, dalla Natura, forse abbiamo ancora da imparare.