TERREMOTO NEL TIBET: UN ANNO DOPO

  • by Redazione I
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  • 09 Gen 2026
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TERREMOTO NEL TIBET: UN ANNO DOPO, Mirabile Tibet


Nonostante le temperature, scese fino a -16 gradi, il calore sta riempiendo le dimore della Contea di Dingri (Tingri). Il vapore sale dalle pentole sui fornelli e, nelle case ricostruite a tempo di record, le popolazioni dell’Altopiano tibetano cominciano a prepararsi all’Anno Nuovo.

Il terremoto del 7 gennaio 2025 aveva colpito il territorio dello Shigatse, facendo diverse vittime e distruggendo decine di migliaia di case tra la Contea dell’epicentro Dingri e quelle vicine. Infatti, il soccorso aveva dovuto raggiungere – e molto velocemente – 7 Contee, 47 città e 486 villaggi, mentre la “macchina del ripristino” doveva ricostruire oltre 22mila case e riparare o consolidare altre almeno 10.500 su un’area di circa 3 milioni di metri quadri. Con un risultato eccezionale: l’ingresso degli sfollati nelle loro nuove dimore (peraltro, molto più solide e provviste di riscaldamento green) a soli 10 mesi dal sisma e 8 mesi dall’apertura dei cantieri.

TERREMOTO NEL TIBET: UN ANNO DOPO, Mirabile Tibet


Un lavoro immane, che – per molti dei 1.032 luoghi di ricostruzione, situati  a 4.000-5.300 metri di altitudine in aree remote e quindi inaccessibili per i macchinari – ha significato affrontare il freddo estremo, rischiare l’ipossia e fare presto e bene in condizioni geologiche a dir poco complesse. Un lavoro che ha coinvolto più di 61mila operai, 2.600 manager e 134 imprese edili, tutti determinati a portarlo a termine e persino a rinunciare al Capodanno 2025 in famiglia per solidarietà con le popolazioni terremotate.

TERREMOTO NEL TIBET: UN ANNO DOPO, Mirabile Tibet


Che, ora, oltre alle nuove case, hanno anche qualcosa in più: acqua potabile finalmente sicura, strade pavimentate, scuole rinnovate e servizi postali, di consegna-spedizione pacchi e bancari che – tra l’arrivo degli aiuti inviati dall’estero, i legami con i familiari lontani per gli studi o residenti in un’altra zona del vasto Altopiano, l’accredito della pensione sociale o l’e-commerce dell’imprenditoria artigianale locale – stanno aprendo a un futuro diverso.
Compreso quello del Turismo, già presente a Dingri per via della sua posizione ai piedi e nella Riserva naturale del Qomolangma (l’Everest tibetano) ma che, proprio nell’anno del terremoto, ha accolto 940mila visitatori. Quindi un secondo sostegno finanziario più che benvenuto, di circa 440 milioni di yuan (più di 53,8 milioni di euro) – utile sia al completamento della ricostruzione, sia al restauro dei beni culturali danneggiati dal sisma in un luogo – Shigatse – importantissimo per l’Arte e la Spiritualità buddhista tibetana.

TERREMOTO NEL TIBET: UN ANNO DOPO, Mirabile Tibet


Da una crisi drammatica a nuove possibilità. Tant’è che, come dicevamo in apertura, nel calore delle nuove case – dove, ormai, si possono persino fare i compiti senza guanti – la popolazione di Dingri e dell’intero Shigatse può dedicarsi alle compere e ai preparativi di Capodanno con una diversa serenità.