
Per tutti gli appassionati della Bellezza della Natura, l’appuntamento con Nyingchi è tradizionalmente tra metà marzo e metà aprile – ad ammirare i peschi in fiore. Ma l’inverno ha il suo fascino, e ora andiamo a scoprire perché.

Il Sole splende, i cieli sono limpidi, l’aria è frizzante e il silenzio portato dalla neve e dall’attesa della primavera ispira una diversa calma. Così, con meno freddo di quanto ci si potrebbe aspettare viste le temperature più miti rispetto a Lhasa o il Qomolangma (l’Everest tibetano) nello Shigatse, l’inverno a Nyingchi offre uno dei soggiorni – e dei panorami – più sereni e spirituali dell’anno. Anche grazie ai contrasti creati dall’enorme ventaglio di altitudini di queste terre, dai 900 agli oltre 7,7mila metri del Monte Namjagbarwa (o Namcha Barwa), che regalano un paesaggio di sontuose montagne innevate, gole profonde, laghi color smeraldo e foreste secolari.

La stessa valle del fiume Yarlung Tsangpo è immobile come una poesia, le acque sono un nastro di giada e le cime brillano limpide contro il cielo azzurro. Perché la vetta vergine tra le più alte al mondo è veramente visibile solo in inverno, quando la foschia si dirada e la montagna risplende di un bagliore bianco-argenteo all’alba e rosso-dorato al tramonto. Creando un panorama che sembra toccare l’eternità.

Cosa vedere dunque, a parte la montagna, e “respirare” meglio d’inverno?
Il Passo Sejila a oltre 4,7mila metri sul mare – molto facile da raggiungere e premiante con una vista frontale davvero mozzafiato sul Namjagbarwa. La Valle Kadinggou, che regala una passeggiata di un’ora attraverso foreste ricoperte di muschio, spettacolari formazioni rocciose e una cascata che precipita per 200 metri in una gola profonda. Il Lago Batsum-Tso, sacro “gioiello turchese” a quasi 3,5mila metri, che sulla sua famosa isola Tashi ospita l’antico Monastero Tsozong Gongba. L’ Yigong, il primo geoparco tibetano, circondato da cime innevate e ricoperto da fitte foreste, zone umide e piantagioni di tè. Soprattutto, i ghiacciai Midui e Laigu: il primo, a 3.800 metri, così accessibile oltre che bello da diventare una delle destinazioni più popolari della Regione; il secondo, a 4.200 metri, a testimoniare le forze della Terra e del Tempo e nutrire il meraviglioso Lago Ranwu.

Mattine e sere portano una morbida luce dorata, che trasforma il paesaggio in qualcosa di magico. Da vivere almeno una volta nella vita. Anche perché l’inverno in generale e Febbraio in particolare sono meno “affollati” rispetto all’estate. Non solo: dal viaggio al soggiorno, ogni anno più accessibili. Magari, in questo caso, alloggiando nel villaggio di Jieba – dove le case sono in pietra, con porte e finestre rivestite di legno dipinto – o di Cuogao, altro luogo di architettura tradizionale e dove tessitura, intaglio del legno e gioielleria seguono ancora le tecniche e gli stili antichi.
Benvenuti a Nyingchi: la magia dell’inverno vi aspetta.