L’inaugurazione a pochi giorni dalla scoperta del raccordo tra i ‘Tre Poli’
Alla frontiera tra le province Qinghai e Gansu, nella Contea dei Monti Qilian, ha aperto il primo Museo Scientifico dedicato ai ghiacciai. Al primo piano, 3 spazi espositivi con diorami in miniatura, display multimediali interattivi e tecnologie immersive che spiegano la formazione, la distribuzione, l’evoluzione, le funzioni ecologiche, gli impatti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale nonché gli interventi per la loro conservazione in questa regione ‘Torre dell’Acqua’ e ‘Terzo Polo’. Al secondo, uno spazio multifunzionale che offre vetrine culturali, attività di ricerca e di apprendimento ambientale e servizi ricreativi.
Il Museo prende il nome del ghiacciaio più vicino (Bayi, nell’immagine sotto), che costituisce una sorgente fondamentale per il sistema idrico della zona, un importante sito per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e un simbolo ecologico di un’area vitale come barriera ecologica e candidata a diventare Parco nazionale. Pertanto, volendo andare oltre la mera esposizione di dati e immagini, il Museo riporta in maniera accessibile e persino coinvolgente le scoperte e i risultati della ricerca scientifica – fungendo anche da luogo di formazione alla protezione eco-ambientale presente e futura. Il tutto, in una zona (quella dei Monti Qilian) che da sola ospita più di 2.600 ghiacciai, molti dei quali in rapido scioglimento, e in un Continente che si sta riscaldando quasi due volte più velocemente della media globale.

L’inaugurazione è arrivata pochi giorni prima della scoperta, grazie a uno studio scientifico sino-internazionale, di un notevole legame tra le principali tre fonti di freddo: Polo Nord, Polo Sud e altopiano Qinghai-Tibet. In base al quale, in uno scenario di alte emissioni e attraverso il trasporto di calore atmosferico, l’amplificazione del riscaldamento sull’altopiano contribuisce alla perdita di ghiaccio marino nella misura del 20-30% nell’Artico e del 10-15% nell’Antartide.
Un motivo in più per insistere con tenacia sulla collaborazione internazionale, la ricerca, lo scambio di informazioni e la condivisione – anche grazie a un Museo dedicato – delle conoscenze e delle migliori pratiche con le popolazioni e generazioni del Tibet, dell’Asia e del mondo.