Siamo nella Contea di Namling della città-prefettura di Shigatse. In un angolo tranquillo del vasto paesaggio del villaggio di Xiangba – famoso per la sua tradizionale Opera tibetana, patrimonio culturale nazionale che segue le caratteristiche della Blue Mask Tibetan Opera – sorge una bottega artigianale tradizionale. La luce del mattino filtra dolcemente attraverso le persiane e illumina la calda e liscia superficie sulla quale il settantacinquenne Sonam Wangdu – quasi con riverenza – taglia il cuoio, cuce le decorazioni e lo lucida.
“In passato non avevamo abbastanza da mangiare o da vestire: ora, posso dedicarmi di più a tramandare questa Arte”. Infatti, tutti e tre i figli hanno imparato a lavorare il cuoio e anche i nipoti si stanno avvicinandosi a un artigianato che riesce sia a preservare il prezioso patrimonio culturale immateriale, sia a portare una nuova prosperità agli abitanti del villaggio. Già – perché nel giugno del 2014, con un capitale sociale di 300mila yuan (più di 38,4mila euro), Sonam Wangdu ha fondato un’impresa: la Xiangshui Ethnic Leather Crafts Company, Inc. Che si attiene alle tecniche puramente artigianali, preservando così le radici culturali.
Degli oltre 30 dipendenti (uno dei quali nella foto), molti non avevano competenze artigianali né opportunità di lavoro, oppure soffrivano di limitazioni fisiche e difficoltà economiche che rendevano la loro vita difficile. Grazie alla paziente guida e al sostegno di Sonam Wangdu, sono entrati in officina, hanno preso in mano gli strumenti e hanno imparato tutto da zero. Come uno di loro racconta, “Prima viaggiavo tutto l’anno in cerca di lavoro ma, poi, ho avuto dei problemi di salute che mi hanno impedito di spostarmi quindi trovare un impiego vicino a casa è stata una fortuna: non solo ho imparato un mestiere, ma ho anche ottenuto un sostentamento sicuro”.
Nel 2018, Sonam Wangdu e la sua squadra hanno vinto il terzo premio alla prima edizione del concorso Mount Everest Craftsman nella città di Shigatse, e la tecnica di lavorazione del cuoio della sua etnia è stata ufficialmente riconosciuta come patrimonio culturale immateriale della Contea di Namling. Una testimonianza dell’incrollabile dedizione di Sonam Wangdu ma anche un tributo a ciascuno dei suoi dipendenti che – dalle borse e le selle alle calzature e persino le maschere tradizionali – permettono a questa Arte secolare di rifiorire.