SEI SGUARDI SUL TIBET

  • by RalphD
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  • 12 Ago 2026
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SEI SGUARDI SUL TIBET, Mirabile Tibet


‘Mirabile Tibet’ torna sull’Altopiano con creator, giornalisti e street artist

Questo 28 agosto 2026, l’Associazione ‘Mirabile Tibet’ tornerà sul ‘Tetto del Mondo’ con una nuova spedizione culturale. Oltre ad Alex Zarfati, divulgatore e storyteller delle culture asiatiche, partiranno tre protagonistidel panorama travel e lifestyle italiano – Claudio Sona, Gabriella (‘WhereYouNeedToBe’) e Valentina Raso -, la giornalista e scrittrice Claudia Conte e lo street artist romano Mario De Lillo, conosciuto internazionalmente come ‘Merioone’.

Una spedizione che non si propone di “documentare” un viaggio ma di raccontare uno dei territori più affascinanti e complessi dell’Asia attraverso linguaggi differenti. Infatti, i creator tradurranno l’esperienza nei “codici” immediati della comunicazione social, Claudia Conte porterà la prospettiva dell’attualità e dell’informazione, mentre ‘Merioone’ interpreterà il Tibet attraverso un progetto artistico inedito ispirato alla sua Fishes Invasion.

Sei sensibilità e sei modi di osservare lo stesso territorio, con l’idea che proprio dalla diversità degli sguardi possa nascere un racconto più ricco.

Il viaggio toccherà Lhasa, il Palazzo del Potala, il Tempio del Jokhang, Barkhor Street, alcuni dei più importanti monasteri buddhisti e le grandi aree naturali dell’Altopiano. Soprattutto, la vita quotidiana della Regione: i mercati, i villaggi, la cucina, la spiritualità, gli incontri e quei piccoli frammenti di vita che spesso spiegano un luogo molto meglio dei suoi monumenti.

Sei modi diversi di attraversare lo stesso Tibet

Ogni partecipante porterà il proprio linguaggio, la propria esperienza e, inevitabilmente, le proprie domande.

Alex Zarfati – Ideatore del progetto e accompagnatore del gruppo, costruisce da anni percorsi di racconto interculturale tra Europa e Asia. Il suo approccio parte dalla curiosità verso le persone prima ancora che verso i luoghi, utilizzando il viaggio come strumento per osservare modi differenti di interpretare il mondo. «Ogni anno torno in Tibet con una convinzione che si rafforza sempre di più: il valore di un viaggio non si misura dai chilometri percorsi, ma dal numero di idee che ti costringe a rimettere in discussione. Il Tibet è uno di quei luoghi – che ti obbliga a rallentare, ad ascoltare e ad accettare che il mondo possa essere molto più complesso di come lo immaginiamo da casa. Quest’anno, avere accanto persone con sensibilità così diverse significa moltiplicare gli sguardi. Non racconteremo un solo Tibet ma tanti Tibet diversi e tutti autentici.»

Instagram: https://www.instagram.com/eighthands

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Claudio Sona – Creator e volto televisivo, affronterà il viaggio con una prospettiva particolare legata anche alla sua attenzione per lo sport, l’allenamento e il benessere fisico. Il Tibet, da questo punto di vista, è un “laboratorio” naturale decisamente poco accomodante: il viaggio raggiungerà infatti quote superiori ai 5mila metri, dove la minore disponibilità di ossigeno cambia rapidamente la percezione dello sforzo e obbliga anche un corpo allenato a confrontarsi con tempi e limiti differenti. Il suo racconto permetterà quindi di osservare anche un aspetto meno convenzionale del viaggio – cioè, il rapporto tra attività fisica, adattamento e alta quota. «Sono abituato a mettermi alla prova fisicamente, ma questa è una sfida completamente diversa. Sopra i 4mila metri non conta soltanto l’allenamento: conta capire come reagisce il corpo, imparare ad ascoltarlo e rispettarne i tempi. È una parte del viaggio che mi incuriosisce tantissimo e che voglio raccontare senza filtri.»

Instagram: https://www.instagram.com/realclaudiosona

Gabriella (WhereYouNeedToBe) – Ha costruito la propria community attraverso un racconto del viaggio fortemente visivo, fatto di esperienze, atmosfere e ricerca di luoghi capaci di sorprendere. Nel suo modo di raccontare una destinazione, accanto ai luoghi iconici trovano spazio gli incontri e quei dettagli apparentemente secondari che spesso finiscono per diventare la parte più personale del viaggio. Ed è proprio questo lo sguardo che porterà sull’Altopiano. «Ci sono luoghi che tutti sognano di visitare e altri che pochi riescono davvero a immaginare. Il Tibet appartiene a questa seconda categoria. Voglio raccontarlo cercando la bellezza dei sorrisi, delle persone e delle atmosfere, perché sono proprio i dettagli meno appariscenti, più ancora di un paesaggio famoso, a restare impressi nella memoria.»

Instagram: https://www.instagram.com/whereyouneedtobe_

TikTok: https://www.tiktok.com/@whereyouneedtobe

Valentina Raso – Ha costruito il proprio percorso di travel creator dedicando particolare attenzione anche alla gastronomia e al rapporto tra cibo e territorio. In Tibet, questo significa entrare in una cucina con una fortissima identità locale ma, al contempo, nata dall’adattamento a un ambiente estremo e dall’incontro con tradizioni cinesi, nepalesi e indiane. Raccontare ciò che finisce in una ciotola, in fondo, significa raccontare anche il clima, l’agricoltura, l’economia e la storia delle persone che quella ciotola la riempiono ogni giorno. «Ogni cucina racconta la storia del luogo in cui nasce. Mi affascina l’idea di scoprire questo territorio anche attraverso i suoi sapori, perché spesso è proprio sedendosi a tavola che si capisce davvero come vive un popolo.»

Instagram: https://www.instagram.com/valentinaraso

TikTok: https://www.tiktok.com/@valentinaraso

YouTube: https://www.youtube.com/@valentinaraso

Claudia Conte – Giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva e autrice, affianca da anni all’attività giornalistica un impegno nella divulgazione culturale e sociale. Nel suo percorso professionale ha dedicato particolare attenzione alle persone, ai territori, alla valorizzazione del patrimonio culturale e al dialogo tra mondi differenti. La sua presenza aggiunge quindi uno sguardo più propriamente giornalistico, interessato a comprendere ciò che esiste dietro le immagini. Durante il viaggio racconterà gli incontri, le tradizioni e le storie umane, cercando di leggere la società tibetana contemporanea attraverso le persone che la abitano. «Ogni viaggio è prima di tutto un incontro. Mi interessa conoscere le persone, ascoltare le loro storie e capire come la cultura influenzi il modo di vivere, di pensare e di guardare il futuro. Il Tibet rappresenta un’occasione preziosa per osservare una realtà unica con curiosità, rispetto e spirito di ascolto.»

Instagram: https://www.instagram.com/claudiaconteofficial

Mario De Lillo (Merioone) – “Poi ci sono i pesci. In Tibet. A oltre 4mila metri”. Street artist romano e creatore di Fishes Invasion, il progetto artistico che ha portato il suo pesce stilizzato in numerose città del mondo, per questa spedizione ha realizzato una serie originale di opere dedicate, mantenendo intatto il proprio linguaggio grafico ma contaminandolo con elementi e suggestioni incontrati nella cultura tibetana. I pesci accompagneranno il viaggio e alcuni saranno donati a bambini e monaci incontrati lungo il percorso, facendo diventare un piccolo oggetto artistico qualcosa di molto più interessante di un semplice souvenir. «I miei pesci sono nati per nuotare ovunque, anche dove il mare non esiste, quindi mi piace l’idea che possano arrivare anche sul Tetto del Mondo. Ho cercato di immaginare come sarebbe il mio linguaggio se fosse nato tra monasteri, bandiere di preghiera e montagne. Non sarà semplicemente un progetto artistico: sarà un dialogo tra due culture che parlano lingue diverse ma condividono la stessa capacità di comunicare attraverso i simboli.»

Instagram: https://www.instagram.com/merioone

Fishes Invasion: https://www.fishesinvasion.com

Il Tibet oltre l’immagine del Tibet

L’altitudine ha condizionato per secoli l’agricoltura, l’alimentazione, l’architettura e gli spostamenti. Il Buddhismo ha lasciato un’impronta profonda sulla cultura e sulla vita quotidiana. Gli scambi con le regioni vicine hanno contribuito a creare un’identità complessa, nella quale elementi antichi convivono oggi con trasformazioni molto rapide.

A Lhasa questa sovrapposizione è particolarmente evidente. Attorno al Tempio di Jokhang e lungo la Barkhor Street continuano a muoversi pellegrini provenienti da diverse aree dell’Altopiano, mentre pochi isolati più lontano emerge il volto contemporaneo di una città che è cambiata enormemente. Nei monasteri si entra invece in un sistema di rituali, studio e vita comunitaria che conserva tempi completamente differenti da quelli ai quali siamo abituati.

È forse proprio questo contrasto a rendere il Tibet così difficile da racchiudere in una sola definizione. Ridurlo alle montagne o alle bandiere di preghiera significa vedere soltanto la superficie, per quanto spettacolare. Il viaggio comincia a diventare interessante quando si osserva ciò che accade ai margini dell’inquadratura: una conversazione, un mercato, il modo in cui viene preparato un pasto, un bambino che riceve un pesce colorato da uno street artist romano arrivato dall’altra parte del mondo. Dettagli minuscoli rispetto all’Himalaya. Ma, spesso, quelli che permettono di capire davvero un luogo.

Segui il viaggio

Oltre che sui canali social dei protagonisti, sarà possibile seguire quotidianamente la spedizione attraverso immagini, video, racconti e contenuti pubblicati da Mirabile Tibet.

Facebook: https://www.facebook.com/mirabiletibet
Instagram: https://www.instagram.com/mirabiletibet 

Sei persone, sei linguaggi e soprattutto sei modi differenti di prestare attenzione alle cose. Perché un viaggio può essere raccontato attraverso una videocamera, un articolo, un piatto assaggiato per la prima volta, la fatica di respirare o un piccolo pesce colorato lasciato nelle mani di un bambino.

Il luogo rimane lo stesso. A cambiare, fortunatamente, è sempre lo sguardo.

‘Mirabile Tibet’ e I SAY: raccontare una regione attraverso l’esperienza

Fondata nel 2018, ‘Mirabile Tibet’ è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata per promuovere in Italia la conoscenza del ‘Tetto del Mondo’ attraverso attività divulgative, approfondimenti e viaggi sul territorio.

Negli anni, l’associazione ha affiancato all’attività culturale tradizionale nuove forme di comunicazione, coinvolgendo creator e storyteller capaci di raggiungere pubblici differenti. Il progetto sviluppato insieme all’agenzia I SAY nasce proprio da questa idea: utilizzare i linguaggi contemporanei della comunicazione senza trasformare il viaggio in una semplice sequenza di immagini spettacolari.

Perché il Tibet offre immagini spettacolari. Sarebbe difficile il contrario, considerando che ci si muove su uno degli altopiani più estremi del pianeta, circondati dalle montagne dell’Himalaya. Ma fermarsi alla fotografia significherebbe perdere la parte più interessante.

Il Tibet è anche un sistema culturale costruito nei secoli attorno alla geografia, alla religione, agli scambi commerciali e alla capacità dell’uomo di adattarsi a condizioni ambientali che altrove sarebbero considerate proibitive. Ed è proprio questa complessità che ‘Mirabile Tibet’ cerca ogni anno di raccontare.