
Un tempo terra desolata e sterile a sud del Palazzo del Potala, oggi pronta per essere riconosciuta come area di conservazione del suolo e delle risorse idriche. E, questo, grazie principalmente all’afforestazione, cominciata “timidamente” nel 2012 e accelerata nel 2021.
Parte del complessivo rinverdimento del Tibet, l’impegno intorno a Lhasa ha infatti riguardato negli ultimi 5 anni decine di migliaia di ettari. Non solo: nel 2026, la città ha deciso di andare avanti – creando, rinnovando o migliorando almeno 30 piccoli parchi e spazi verdi urbani.
Per quanto riguarda il Parco di Nanshan, un lavoro “in salita” in tutti i sensi su una superficie di centinaia di ettari dei complessivi 1.303 chilometri quadri del Parco. A 3.700-4.100 metri di altitudine e inizialmente affidato alle schiene degli uomini e degli animali da soma per trasportare le giovani piante – alberelli compresi – su per i ripidi pendii di Lhasa. Fortunatamente, con successo laddove, ora, il Parco è la casa di più di 1 milione di alberi di oltre 80 specie, con un tasso di sopravvivenza maggiore del 90%, e di migliaia di piante e animali selvatici tra specie a rischio e persino nuove.
Infatti, in attesa del riconoscimento, la visita del Parco prevede 3 rotte principali:
- dall’ingresso alla piattaforma panoramica con vista sul Potala, di poco oltre mille metri in lunghezza;
- la più breve, di solo 253 metri, che però significa affrontare 699 gradini fino alla cima a un’inclinazione di oltre 45 gradi e con un innalzamento verticale di 400 metri;
- la più lunga, di oltre 2.9mila metri, che serpeggia dolcemente sul retro della montagna e che gli ospiti preferiscono per il ritorno.
Complessivamente, 3-4 ore di camminata – bella in ogni stagione. Meglio se nel pomeriggio, per non perdere l’incredibile luce e tavolozza del tramonto sul Potala, e meglio se sul percorso ricco di luoghi spirituali che, al ritorno, passa dall’Eremo Pabongka – costruito nel VII secolo da Re Songtsen Gampo, precedente al Potala e “culla” dell’alfabeto tibetano – al Monastero Sera al quale appartiene come giurisdizione religiosa.
Parole-chiave: ripristino e ininterrotta protezione, grazie agli anni di lavoro e di investimenti nell’equilibrio ecologico e nella biodiversità. Una ulteriore vittoria del verde e del blu che, assieme alla zona umida nonché Riserva naturale di Lhalu (“il polmone di Lhasa”), sta virando i colori intorno alla Capitale spirituale del Tibet verso la palette della vitalità.