INTRONIZZAZIONE DEL 6° LAMA TIBETANO GANGCHEN

  • by Redazione I
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  • 11 Ott 2026
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INTRONIZZAZIONE DEL 6° LAMA TIBETANO GANGCHEN, Mirabile Tibet


Finalmente, dopo un’attesa lunga più di 6 anni, lo storico monastero di Gangchen nella Contea di Sakya ha potuto celebrare l’intronizzazione ufficiale del 6° Gangchen Tulku Rinpoche. Per la comunità dei devoti, il felice compimento di una continuità spirituale dopo il passaggio a diversa dimensione – ad aprile 2020, peraltro in Italia, a 78 anni e per via del Covid-19 – del 5° Gangchen.


La ricerca e il sacro rito dell’Urna

La ricerca della giusta reincarnazione ha seguito i canoni plurisecolari del Buddhismo tibetano: da una parte, oltre alle volontà espresse dal 5° Gangchen, le letture dei segni e delle stelle da parte dei monaci di Tashilhunpo guidati dall’11° Panchen Lama – Gyaltsen Norbu; dall’altra, il gruppo di ricerca nelle varie aree del Paese, composto dai monaci di Gangchen.

E, siccome a corrispondere agli indizi e a superare tutte le prove erano stati in tre, come da tradizione ci si è affidati al sacro rito di estrazione del nome dall’Urna. Questa volta, d’argento – a differenza da quella d’Oro usata nel corretto riconoscimento, a partire dal 1792, dei Dalai e Panchen Lama.

Emerso così il nome del piccolo Khyung Drakpa – originario della Contea di Xainza nella Prefettura di Nagqu -, l’11° Panchen Lama ha officiato la cerimonia della tonsura sacra (che, anche nella Storia cristiana, segna la consacrazione al Divino e l’ingresso nello stato e nella vita clericale) e ha attribuito al bambino il nome monastico di Jamyang Choephel Jampa Gyaltsen.

Durante la cerimonia di insediamento, alla quale hanno partecipato eminenti Maestri buddhisti, monaci, monache e numerosi pellegrini giunti da tutta la regione di Shigatse, le autorità locali – come garanzia e tutela dei lignaggi tradizionali – hanno ratificato la successione e certificato al 6° Lama Gangchen lo status di ‘Buddha Vivente’.


Nel solco di una eredità spirituale di pace

Appartenente alla Scuola Gelug e già reincarnazione di un celebre Lama guaritore, il 5° Lama Gangchen è stato una figura di spicco nel dialogo interreligioso e nella diffusione della meditazione. Soprattutto, come continuatore della pratica del Buddha della Medicina, si è dedicato alla guarigione in tutti i sensi – interiore e del mondo -, ispirandosi alle antiche tecniche tantriche e ideando il metodo di autoguarigione NgalSo (una forma di meditazione volta a sbloccare i chakra dalle energie negative).

Nel 1983, si era stabilito a Gubbio – andando poi a vivere a Milano. Nel 1992, aveva creato una Fondazione per la pace nel mondo, affiliata alle Nazioni Unite, e tre anni dopo, sempre presso l’ONU, aveva promosso l’istituzione di un ‘Forum Spirituale Permanente’ volto a guarire nazioni e culture da ogni malessere e conflitto. Infine, nel 2011, durante una sua visita a Pechino aveva espresso la volontà di affidare al Panchen Lama la supervisione e la cura del processo per il ritrovamento della sua futura reincarnazione: con l’intronizzazione del giovane tulku, la tradizione monastica di Gangchen rinnova dunque la propria millenaria continuità spirituale, “sintonizzando” la memoria del Maestro scomparso con le aspirazioni di pace e prosperità dei fedeli in tutto il Tibet e oltre.