LETTERE DA LHASA: LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA

  • by Redazione I
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  • 03 Lug 2026
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LETTERE DA LHASA: LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA, Mirabile Tibet


Antica saggezza, moderna speranza

Di recente, in occasione di un evento internazionale a Lhasa, un ex ambasciatore nepalese – Krishna Prasad Oli – che è anche esperto di ecosistemi, avvocato ambientale e professore ha pronunciato un discorso davvero illuminante nella sua semplicità. A ricordarci che, molto prima delle moderne preoccupazioni e discussioni, le tradizioni filosofiche del Tibet in particolare e dell’Asia in generale avevano già articolato le profonde interdipendenze tra esseri umani e Natura e i modi per viverle al meglio.

«Nell’Induismo, il concetto di dharma include le responsabilità verso se stessi, gli altri e la società ma anche verso l’ambiente naturale – mentre quello espresso nella frase ‘Il mondo intero è una sola famiglia’ (Vasudhaiva Kutumbakam) estende le considerazioni morali a tutti gli esseri viventi e gli ecosistemi.»

«Il Taoismo ci dona il concetto di armonia con ‘il modo naturale dell’Universo’ e sottolinea ‘l’azione non-coercitiva’ (Wu Wei) secondo la quale, invece di tentare di dominare la Natura, gli esseri umani dovrebbero allinearsi con i suoi ritmi. Un concetto, questo, che trova una forte risonanza nei moderni concetti di sostenibilità ed equilibrio ecologico.»

«Nel Buddhismo, il principio della ‘Originazione Dipendente’ ci insegna che niente esista isolatamente. Un’intuizione, questa, che genera naturalmente la compassione verso tutta la vita senziente e verso l’ambiente che la sostiene. E anche l‘etica del non-danneggiamento e della non-violenza (ahimsa), che incoraggia uno stile di vita che riduca al minimo l’impatto ecologico.» (Compresa, aggiungiamo noi, la simbolica pratica buddhista – in corso da anni in Thailandia, Cambogia e Sri Lanka – di ‘Ordinazione degli alberi’. Che consiste nella loro consacrazione attraverso l’avvolgimento intorno ai tronchi delle vesti tradizionali dei monaci, volta a evitare il loro abbattimento selvaggio e ricordare a tutti la sacralità della Natura.)

LETTERE DA LHASA: LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA, Mirabile Tibet


«In nessun altro luogo questo è più visibile che nel Tibet. Dove il fragile ecosistema in alta quota richiede una cura particolare, e dove l’impegno nella conservazione della biodiversità, ripristino del verde e crescita sostenibile si sta dimostrando sempre più sintonizzato sia con la Conoscenza tradizionale, compresa quella ecologica, sia con la comprensione scientifica.»

«Tibet, ‘Tetto del Mondo’ e ‘Terzo Polo’. I cui ghiacciai alimentano sistemi fluviali che sostengono miliardi di persone in tutta l’Asia. La cui protezione ecologica non è soltanto una priorità regionale bensì una responsabilità globale. E dove l’integrazione tra scienza moderna e saggezza tradizionale serve da modello di governance ecologica a livello mondiale. Fatto da politiche e regolamentazioni rigorose di conservazione e protezione, massicce iniziative di ripristino e rinverdimento, e tanta energia pulita. La stessa Lhasa ha trasformato i suoi aridi pendii montuosi in un paesaggio verde

LETTERE DA LHASA: LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA, Mirabile Tibet


Pensiamo che abbia ragione. E che – si tratti di dimore di divinità, di luoghi legati alla vita e la storia di Buddha Shakyamuni, di Maestri e loro insegnamenti o di interdipendenze fisiche, vibrazionali, energetiche e spirituali, peraltro contenute da tutte le grandi filosofie e cosmovisioni dell’Asia – il Buddhismo tibetano contenga tutto quello di cui abbiamo bisogno per raggiungere la giusta, completa armonia. Nel e con il mondo.