Nel Pumaqangtang, al confine tibetano con il Bhutan, l’acqua bolle a 60 gradi, il paesaggio è una distesa di ghiaccio quasi permanente, la temperatura è spesso sotto zero (con “punte” di -40), i raggi UV sono più potenti e l’ossigeno – a meno del 40% di quello al livello sul mare – è un lusso. Per molti, una zona “proibita alla vita” e difficile anche per chi è nato qui. Per tre giovani, l’unico luogo nel quale volevano stare. Inclusa la prima donna in uniforme, perché parliamo della più remota stazione di Polizia di frontiera sull’Altopiano tibetano. E anche della...