L’ARTIGIANATO TIBETANO: TRADIZIONE E CRESCITA

Negli ultimi anni, in tutto il Tibet ci si è concentrati sulla crescita dell’artigianato tradizionale e sulla coltivazione dei talenti. E questo ha riguardato anche le ciotole in legno di noce della città di Shannan, rinomate per la loro lavorazione e qualità. In una contea, Jiacha (Gyaca), famosa per i boschi antichi e per i suoi migliaia di alberi di noce che superano i mille anni. Con la radica dei quali è nata questa arte, tramandata di generazione in generazione e dunque rappresentativa del patrimonio culturale immateriale del Tibet. Abili artigiani, seguendo un complesso processo di otto fasi dalla selezione...

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LA TORBIERA DEL QINGHAI-TIBET, UN VERO “POZZO” DI INFORMAZIONI

Vicino al margine orientale dell’altopiano Qinghai-Tibet, nella contea di Zoige, c’è una distesa acquitrinosa di fango marrone: una torbiera di circa 3mila chilometri quadrati a 3.500 metri di altitudine, di zero fascino per i turisti ma di vitale importanza per la conservazione ecologica. In parte perché questo tipo di zona umida, che copre solo il 3,8% della superficie terrestre, cattura un terzo del carbonio mondiale del suolo e il doppio rispetto alle foreste pluviali. In parte perché la sua formazione si conta in secoli e millenni, al ritmo di circa un millimetro di torba all’anno in condizioni favorevoli – e...

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LA VITA A LHASA DIVENTA SERIE TV

Parola-chiave: autenticità Questo 2 ottobre, sulla rete pubblica cinese e sui siti di streaming cinesi e tibetani verrà messa in onda una serie televisiva davvero particolare: City of Daylight, girata principalmente nella famosissima Barkhor Street: cuore popolare di Lhasa, pulsante di architettura tradizionale e spiritualità, arti e mestieri, passato e modernità. Più che una fiction, una preziosa documentazione e una testimonianza. Perché questa serie TV rinuncia allo sguardo esterno, di mera curiosità o “promozione”, a favore dell’autenticità. Raccontando il Tibet di oggi attraverso le aspirazioni e le vicende di sei giovani che inseguono i propri sogni ma basandosi sulle storie...

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MEDICINA TRADIZIONALE TIBETANA: LA RICERCA CONTINUA

Nei giorni scorsi, presso l’Università di Medicina di Lhasa, è stato inaugurato un Istituto di ricerca molto speciale. Dedicato allo studio di un’opera fondativa, scritta tra l’Ottavo e il Dodicesimo secolo, che illustra lo sviluppo nel tempo di questa scienza ma anche arte nell’altopiano tibetano e la sua enorme influenza culturale sulle regioni trans-himalayane e mongole: i ‘Quattro Trattati della Medicina tibetana’. Che in molti conoscono come ‘i Quattro Tantra’ o il ‘Blue Beryl’, con le sue 79 illustrazioni volute da Sangye Gyatso nel Diciassettesimo secolo. Parliamo di un testo che rappresenta il livello più alto della medicina tradizionale locale...

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GLI OTTO SIMBOLI TIBETANI DI BUON AUSPICIO

Dopo la sapienza e l’arte dei mandala, torniamo a un altro pezzo importante della Spiritualità tibetana: i simboli ben augurali, spesso raffigurati proprio in quellidi sabbia. Che non hanno bisogno di trovarsi l’uno accanto all’altro o nella stessa stanza ma che, se tutti, potranno illuminare il cammino, nostro e delle persone intorno a noi. I Pesci d’Oro ci ricordano di nuotare nell’oceano della vita senza paura. Anzi: con gioia, ancora meglio se insieme. Un concetto, quest’ultimo, evocato anche dal Nodo Infinito – che ci chiama a collaborare e sostenerci a vicenda, unendo la conoscenza alla compassione. Perché in questo Universo,...

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NAGQU: LA NUOVA ENERGIA DELL’ALTOPIANO TIBETANO

Quelle nell’immagine sono le turbine eoliche di Nagqu, installate questo settembre a un’altitudine di oltre 4.650 metri con una capacità di 100 megawatt: uno degli esempi “più alti”, è proprio il caso di dire, dell’incontro possibile tra Cultura e Natura. Pronto da ottobre, con le sue 25 turbine da 4 megawatt ognuna e i suoi attesi 200 milioni di kilowatt/ora all’anno, a fornire energia pulita ai 230mila residenti della città. Con un risparmio di 60mila tonnellate di carbone e di 160mila tonnellate di emissioni di diossido di carbonio. Impresa non facile, viste le condizioni ambientali sull’Altopiano tibetano. Una vittoria del...

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L’ARTE TIBETANA DELL’ARGILLA: VENTI SECOLI DI TRADIZIONE

Come in tutte le culture, anche la scultura tibetana in argilla ha le sue chiare peculiarità – trasmesse dalle stesse genti che la praticano. Un lascito culturale radicato, che secondo gli esperti risale a più di 2mila anni fa. Storicamente, la scultura in argilla si diffonde principalmente nelle aree di Lhasa, Shigatse (o Xigaze), Chamdo e Lhoka. Ma quando Lhasa diventa ‘culla’ degli artisti più abili e rinomati, chi vuole apprendere e migliorare le proprie tecniche si trasferisce qui – fenomeno che, nel tempo, porterà alla concentrazione di un numero particolarmente elevato di maestri scultori nella Capitale spirituale del Tibet....

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STORIE DI VITA MIGLIORE: LA SVOLTA DELLA TIBETANA GOLOG

Fino a 70 anni fa, quello di Golog nell’altopiano Qinghai-Tibet era un ambiente difficile. Di montagne ripide, grandi praterie e una temperatura media annuale di -4 gradi Celsius, dove la popolazione poteva vivere solo di pastorizia e affrontare lunghi viaggi a cavallo per ottenere in cambio dei propri prodotti il resto necessario per vivere. Ma, 70 anni fa, Golog diventava una ‘prefettura’ – e questo diverso status amministrativo avrebbe portato dei cambiamenti davvero significativi. A cominciare con il passaggio dall’insediamento stagionale a quello stanziale, di residenza stabile al posto del nomadismo pastorale – tant’è che, oggi, Golog conta una popolazione...

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UCCELLI E RETI ELETTRICHE: LA (MIRABILE) SOLUZIONE SINO-TIBETANA

Riserva naturale Sanjiangyuan, nel cuore dell’altopiano Qinghai-Tibet: culla dei fiumi Yangtse, Giallo e Mekong (Lancang) e uno dei più incontaminati e fragili ecosistemi al mondo. Dove circa 300 specie rare di uccelli tra le quali l’Aquila reale, il Falco sacro e la Poiana degli altopiani hanno la loro casa. Ebbene, con la costruzione negli ultimi anni delle linee di alimentazione energetica, le torri di trasmissione – alte decine di metri – stavano diventando “trespoli” ideali e ottimi luoghi di nidificazione proprio per i rapaci di grandi dimensioni. Da qui, il problema. Da una parte, la protezione degli uccelli che cacciano,...

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LETTERE DA LHASA: LA RINASCITA DI MEDOG

Oggi, per i nostri lettori, notizie da un racconto – quello di un giornalista, Huang Yaoman, di ritorno dalla Contea di Medog. Parole-chiave: campi da tè.  “Mentre mi dirigevo verso la Contea di Medog, i rigogliosi alberi di banano che costeggiavano la strada mi stavano facendo sentire come se stessi attraversando una foresta pluviale. Solo quando ho visto le lontane montagne innevate mi sono reso conto di dove mi trovassi veramente. Medog si trova a un’altitudine media di 1.200 metri, in una profonda valle dell’Himalaya, circondata da alte colline e foreste primitive e quindi con abbondanti piogge e un clima...

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