Come annunciato in occasione dell’agenda 2026 delle festività sull’Altopiano, questo 31 maggio comincia la grande celebrazione annuale del concepimento, l’Illuminazione e il parinirvana di Buddha Shakyamuni. Avvenuti a distanza di anni ma nello stesso mese, diventato perciò sacro: Saga Dawa Düchen.
Uno degli eventi più amati e sentiti nel calendario buddhista tibetano, al quale partecipano anche credenti dal Nepal (luogo del concepimento) e dall’India (luogo dell’illuminazione a 35 anni e del nirvana a 80) nonché ospiti di altri Paesi. Tutti desiderosi di immergersi nelle divine vibrazioni di questo momento, la cui energia spirituale si crede moltiplichi di molte volte i meriti e le buone azioni. Comprese la generosità, la compassione verso il Creato, la carità e la devozione dimostrate durante il pellegrinaggio rituale al Tempio di Jokhang di Lhasa oppure – per chi in possesso di più forze fisiche, visti gli oltre 90 e rispettivamente 50 chilometri a piedi – al Lago Manasarovar e al Monte Kailash. Dove, come simbolo di fede, di connessione tra terra e Cielo e di risveglio spirituale, nel giorno centrale di questo mese di celebrazioni viene innalzato il pennone Tarboche. Alto 30 metri e adornato di centinaia di nuove bandierine di preghiera, in sostituzione di quelle precedenti.
Una festa assieme spirituale e fisica dunque, che celebra contemporaneamente la vita, la morte e la rinascita. Durante la quale ogni alito di vento diffonde le benedizioni delle bandierine verso il Cielo e nel mondo. Ogni lampada di burro accesa nelle case oppure offerta nei monasteri e nei templi allontana l’oscurità. Ogni gesto di compassione, compreso il rilascio dei pesci nell’acqua, aumenta i meriti spirituali. Ogni canto di preghiera e mantra purifica la mente. Infine, ogni passo verso il Tempio o intorno alla Montagna pulisce il karma e avvicina alla liberazione o all’illuminazione. Quest’anno, del Cavallo di Fuoco, ancora di più – tant’è che la circumambulazione (kora) in senso orario del Tempio di Jokhang, del Lago Manasarovar e soprattutto del Monte Kailash nel 2026 ne vale 12 fatte in anni di segno diverso.
Fatica esaltante, quella della kora. A Lhasa, “premiata” con un picnic in un Parco ai piedi del Potala dove, un po’ come a Shoton, famiglie, amici e ospiti condividono racconti, cibo, canti e danze. Soprattutto, gioia e buoni auspici – di pace e di prosperità.
A tutti e di tutto cuore, l’augurio di un felice e benedetto Saga Dawa.