Gli appuntamenti principali, tra i grandi Festival e le celebrazioni più sentite
Danze e spettacoli di Opera, maschere e fuochi, gare a cavallo e picnic sotto le tende ma, soprattutto, abiti speciali, lampade di burro, pellegrinaggi e tante, tantissime bandierine di preghiera: uno spettacolo di suoni, luci e colori che – anno dopo anno – unisce le generazioni di tutto l’Altopiano sotto gli stessi ritmi e significati della vita. Per il 2025, ne abbiamo raccontato i rituali: ora, per il 2026, scopriamo le date.
Si comincia con il Capodanno (Losar) che, a parte alcune eccezioni regionali come Pulan, quest’anno cadrà il 18 febbraio. E che – dalla Cina al Giappone passando per il Vietnam e la Corea – verrà celebrato anche in altri Paesi dell’Asia, in date leggermente diverse a seconda del “ritmo” lunare locale. Una celebrazione che, sull’Altopiano tibetano, dura 15 giorni e che si concluderà il 4 marzo con il Festival delle Lampade di Burro e, in contemporanea ma solo a Lhasa, presso il Tempio di Jokhang, con la Grande Festa della Preghiera (Monlam Chenmo).
Da metà marzo a metà aprile, sarà la volta del Festival dei peschi a Nyingchi: un momento quasi magico, dato dagli alberi in fiore, che ogni anno richiama alla contemplazione sempre più appassionati della bellezza della Natura. E, dal 10 al 18 aprile, del Festival di Gyantse – a celebrare l’antico legame tra il Tibet e i suoi cavalli con spettacolari gare e bellissime danze.
Il 31 maggio, in tutta la Regione, la grande festa della Nascita, Illuminazione e Parinirvana di Buddha Shakyamuni (Saga Dawa Düchen) con la kora rituale al Lago Manasarovar e al Monte Kailash, per i più forti e coraggiosi, oppure al Potala e al Tempio di Jokhang per chi invece avesse meno forze o si trovasse in quel momento a Lhasa.
Ad aprire l’estate, il 28 giugno e solo nello Shigatse, il Festival dei Thangka – inaugurato con lo srotolamento di uno enorme sulla collina fuori dal Monastero di Tashilhunpo, fondato dal primo Dalai Lama e storica sede dei Panchen Lama.
Il 18 luglio, sarà il turno di un’altra grande celebrazione su tutto l’Altopiano: Il primo insegnamento del Buddha (Chökhor Düchen) – cioè, delle ‘Quattro Nobili Verità’ sulla sofferenza e il conseguente avvio della Ruota del Dharma
Al culmine dell’estate invece, altri due grandi momenti: il 12 agosto, il Festival dello Yogurt (Shoton) – inaugurato con lo svelamento del grande thangka fuori dal Monastero di Drepung – e, tra il 10 e il 16 agosto, il Festival dei cavalli di Nagqu.
Infine, il 3 novembre, la Discesa del Buddha dal Regno celeste (Lhabab Düchen) e, il 24 novembre ma soltanto a Lhasa, la celebrazione di Palden Lhamo – la protettrice del Tibet.
Tradizioni, Bellezza e Spiritualità: non rimane che cominciare a preparare il prossimo viaggio.