CAPODANNO TIBETANO: IN MOSTRA, 2MILA ANNI DI ARTE DELLA SETA

  • by Redazione I
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  • 24 Feb 2026
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CAPODANNO TIBETANO: IN MOSTRA, 2MILA ANNI DI ARTE DELLA SETA, Mirabile Tibet


Intitolata “Broccato Celeste dell’Altopiano – Fili intrecciati”, la mostra inaugurata al Museo del Tibet per il Losar ma che durerà fino alla fine del 2026 mette insieme 80 pezzi rari provenienti dalle collezioni di Lhasa, Sichuan e Gansu e realizzati tra il 206 A.E.V. e il 1949. A raccontare quanto e come questo mirabile tessuto abbia stimolato il mirabile sincretismo dell’Arte tibetana e plasmato i legami culturali nelle ‘Pianure Centrali’ del Qinghai-Tibet, cioè nel cuore dell’Antica Via della Seta. Comprese le influenze persiane sasanidi, testimoniate da un reperto risalente alla dinastia Tang e portato alla luce solo nel 1972.

La mostra è divisa in tre sezioni che – combinando reperti, immagini, testi e interazioni multimediali – parlano di secoli di reciproco apprendimento e arricchimento. Perché, una volta arrivata nelle terre dell’altopiano Qinghai-Tibet, la seta diventa parte sia dell’espressione assieme artistica e spirituale, come nel caso dei thangka alternativi a quelli su carta, sia della vita quotidiana. Infatti, dai costumi festivi agli ornamenti di tutti i giorni, i modelli che fondono le caratteristiche tibetane e cinesi decorano e, al contempo, riflettono la vitalità artigianale che non smette mai di scambiarsi tecniche e idee.

Non solo: tra stendardi, baldacchini e vesti, la seta entra nell’estetica dei templi – integrando, e fin dai tempi della Principessa Wencheng, l’Arte buddhista cinese e tibetana. Tanto da diventare dono di pregio. Spesso prodotto dagli abilissimi fornitori delle Case imperiali e inviato dalle dinastie cinesi, per di più come tessuto ma talvolta anche come abito laico o religioso, ai governanti, i nobili, i Lama e i monasteri dell’Altopiano. Mentre la stessa tradizionale sciarpa cerimoniale tibetana – simbolo di onore, rispetto, benvenuto o buon auspicio, istituita dal nono Re tibetano e, ai tempi, in lana di pecora – si trasforma nella khata di seta bianca che tutti conosciamo.

In più, durante la dinastia Qing, usando una tecnica supplementare per la trama il raso viene ricamato o dipinto in rilievo con motivi di draghi tra le nuvole e fiori intrecciati in oro. Creati nei laboratori imperiali di Jiangnan, oggi Museo, questi tessuti cominceranno a essere utilizzati per gli oggetti cerimoniali tibetani – compresi i drappi degli altari e i paramenti delle statue. Influenzando pertanto anche i pittori, gli artigiani e gli architetti locali, che trasferiranno queste figure e geometrie nelle loro creazioni successive.

Oltre alle opere, la mostra offre ai visitatori anche lezioni di cultura della seta, sessioni di tintura a nodi (‘Tie Dye’) e laboratori di pittura e stampa litografica di Capodanno – queste ultime, patrimonio culturale immateriale dell’Altopiano. Una vera immersione in 2mila anni di Storia della seta, nata 8.500 anni fa e regalata al mondo grazie alla Via che ancora oggi ne porta il nome.