Grazie agli oltre 160 cantieri chiusi nel 2025, a oggi l’Altopiano tibetano conta 125.200mila chilometri di strade principali, in grado di fornire l’accesso a e da 14 città e 230 villaggi.
Un’opera di costruzione che, però, ha inteso anche consolidare e accompagnare – rinnovando i ponti rurali ormai pericolanti e instaurando un servizio pubblico di autobus in più di 620 cittadine e 3,9mila villaggi. Soprattutto, andando ad “aggiornare” migliaia di chilometri di strade rurali e portando la rete complessiva a 94,4mila chilometri in territori prima isolati dagli altri servizi essenziali come la Scuola e la Sanità, dagli interventi di soccorso in caso di emergenza come il terremoto di gennaio 2025, dall’accoglienza e dagli scambi commerciali (dunque da un nuovo reddito, soprattutto per giovani, donne e anziani). Perché, com’è successo per la Contea di Medog, un’autostrada può davvero segnare una rinascita.
Tra i cantieri appena aperti invece, quello dell’autostrada eco-friendly G214 tra Gyaca (nella Prefettura di Shannan) e l’aeroporto di Qamdo (o Chamdo, cioè la terza maggiore città dell’Altopiano dopo Lhasa e Shigatse), lunga più di 168 chilometri e che dovrebbe comprendere 38 ponti e 21 gallerie. Una rotta nuova, che permetterà anche al Tibet orientale una crescita economica sostenibile attraverso la migliore integrazione tra agricoltura, artigianato, piccola industria locale e turismo.
Infatti, per il 2026, sono annunciate 3 iniziative volte a ridurre le disuguaglianze tra i territori e sostenere gli scambi internazionali: nuovi poli logistici, nuove zone per l’e-commerce transfrontaliero e ulteriori aree di cooperazione economica di confine. Il tutto, incoraggiato dai numeri dell’import-export che il Tibet ha finora raggiunto grazie ai rapporti commerciali con 155 Paesi e regioni lungo la Nuova Via della Seta.
Intanto, solo per il trasporto su strada, parliamo di un investimento enorme iniziato nel 2012 e oggi a quota 402 miliardi di yuan (cioè, quasi 50 miliardi di euro). A creare una rete centrata su Lhasa e che, da lì, s’irradia in tuttala Regione – in alcuni casi, “doppiata” dalle spettacolari ferrovie dell’Altopiano e “triplicata” dalle rotte aeree: le tre ‘Vie della Seta’, destinate a rimodellare presente e futuro via terra, acqua e aria. Comprese la distribuzione dell’energia green e l’ampliamento della rete digitale.
Collegamenti e connessioni. Tra popolazioni, culture e territori.