Droni silenziosi, telecamere subacquee e persino Intelligenza Artificiale ora al servizio di 94 zone umide, vitali per l’intera regione ‘Torre dell’Acqua’. Una volta degradate, poi ripristinate e adesso protette 7 giorni su 7. Con un investimento enorme, di 330 milioni di yuan (più di 41 milioni di euro) soltanto per l’ecosistema del Lago Qinghai. E con il riconoscimento internazionale per i risultati ottenuti – come quello ricevuto a gennaio da Lhasa per la Riserva di Lhalu ai piedi del Potala.
Concetto-chiave: conservazione ecologica con disturbo umano minimo.
Parliamo di stazioni di monitoraggio remoto, telecamere a infrarossi, sensori idrologici galleggianti per la lettura quasi istantanea della salute dell’acqua in termini di livelli di ossigeno, qualità dei micronutrienti, pH e flussi. Ma anche di droni senza il rumore dei motori e senza vibrazioni, per non spaventare la fauna selvatica, e di telecamere sommerse, in grado di documentare la vita dei pesci evitando di intromettersi nei loro habitat. Senza dimenticare gli uccelli – seguiti da sistemi di monitoraggio con una tecnologia IA di “riconoscimento facciale” (in realtà, piumaggio, dimensioni e forma del becco). In grado di identificare e contare in sole due ore specie e popolazioni, con una precisione di oltre il 90%, e di creare un database dinamico dei comportamenti, fatto da centinaia di immagini, video e audio. Cioè, di tutte le informazioni – comprese le rotte migratorie e le abitudini riproduttive – necessarie a valutare in tempo reale lo stato della biodiversità.
Non solo antilopi bioniche, dunque, o Riserve e Parchi naturali protetti: tecnologie non invasive e biomimetica.
Come il drone a forma di medusa, sviluppato dall’Accademia cinese delle Scienze e attivo da novembre 2025. Modellato sui movimenti naturali, con un guscio trasparente e un mimetismo bioluminescente che lo rendono quasi invisibile sotto la superficie dell’acqua, che usa “braccia” robotiche leggere e membrane flessibili e che si muove senza produrre un rumore rilevabile. Ma che può trasportare telecamere, dispositivi sonar e sensori ambientali.
Sembra fantascienza ma non lo è. Solo tecnologia messa al servizio della Natura, in un ecosistema così prezioso e fragile come il Qinghai-Tibet.