Torniamo a Nord, sull’altopiano del Qinghai-Tibet, per un viaggio dalla Prefettura di Nagqu a quella di Haixi.
Tra 4 luoghi sorprendenti, sotto i segni del fuoco e dell’acqua.
E cominciamo dalla Riserva naturale di Changtang, la seconda più grande al mondo. Che, grazie alle aree protette aggiunte in tempi recenti, oggi si estende su 496mila chilometri. Cioè, più dell’Italia e quasi quanto la Spagna. E che, oltre alle 30 specie protette di animali e uccelli, custodisce diverse sorprese – da tracce di creature ancora non identificate e strani fenomeni naturali intorno o sopra i suoi laghi salati e dolci a paesaggi o formazioni “bizzarre” e persino un intero gruppo di vulcani estinti (nelle immagini, d’inverno) a un’altitudine di circa 5mila metri.
Un luogo magnetico in tutti i sensi, dove i dispositivi elettronici sembrano non funzionare tanto bene, dove la percezione del tempo cambia, i suoni della Terra anche, e verso il quale antilopi, yak e lupi anziani viaggiano istintivamente nei loro ultimi giorni sull’Altopiano.

Da qui, andiamo a Haixi – questa volta, non per ammirare il Lago Hala ma per attraversare un deserto. Con il quale inizia quello di Gobi e che appare quasi lunare o, in alcuni lunghi tratti rossicci, persino marziano. Un paesaggio di pianure ghiaiose, silenzio spazzato dal vento e orizzonti infiniti, così irreale da sembrare un set cinematografico per un film di fantascienza. Un film dal quale, seguendo il bacino del Qaidam, tornare a 3 laghi salati – Qaidam, Dongtai Jinai’er e Jade – e altrettanti, ulteriori incredibili paesaggi. Che minerali e luce fanno splendere di turchese, verde, bianco e blu, in una tavolozza che sembra cambiare a ogni passo.



Infine, tra i monti Kunlun e Qilian, quasi nascosto nel bacino del Qaidam, Wusute Water Yardang: un luogo unico, dove cumuli di pietra modellati dal vento si ergono dai laghi salati. E dove i visitatori, dal campo per le tende o dall’area per i caravan, possono girare in motoscafo o passeggiare sui cammelli – per poi, di notte, alzare gli occhi e guardare l’incredibile cielo stellato dell’Altopiano.




Un viaggio davvero diverso. Tra luoghi meno famosi ma che, con la loro bellezza, ripagano di ogni fatica. Liberando la mente e lo sguardo dai ritmi dispersi e dispersivi ai quali ci si è abituati per ricordarci il respiro, il silenzio e la meraviglia.