Questo aprile, sull’Altopiano tibetano, è iniziata la costruzione della centrale solare termica a collettori parabolici più alta del mondo.
Un progetto che – invece dei pannelli “standard”, a trasformare la luce direttamente in elettricità – andrà a utilizzare il metodo dell’energia solare concentrata grazie a un campo di specchi curvi a forma di U, ampio 242mila metri quadrati. Questo, per accentrare la luce solare su dei lunghi tubi riempiti con un olio speciale che, una volta caldo, verrà impiegato per riscaldare a sua volta degli enormi serbatoi di sali fusi – rendendo l’intero sistema una massiccia batteria termale.
Con un vantaggio immediato. Dato dal fatto che, mentre i pannelli “piatti” smettono di produrre energia al calar del Sole o al passaggio di una nuvola, questo impianto può immagazzinare il calore e generare energia fino a 6 ore dopo il tramonto – contribuendo così a ridurre il problema dell’intermittenza della fonte energetica.
Certo, costruire una struttura ad alta tecnologia in queste condizioni geografiche e climatiche è una vera sfida, peraltro possibile come lavoro soltanto da Aprile a Ottobre. Tant’è che, per proteggere gli operai dalle differenze di temperatura tra giorno e notte e dalle conseguenze dell’aria rarefatta, sul cantiere sono stati installati sistemi specializzati di riscaldamento e – beninteso – di ossigenazione negli alloggi, assieme a camere iperbariche di ossigeno per un recupero più rapido in caso di ipossia o ‘mal di montagna’.
Non solo: il progetto è stato pensato per “coesistere” con l’ambiente locale, sul modello ‘solare più pascolo’ già impiegato in altre zone. E che, come i nostri lettori ricorderanno, ha già collaudato degli impianti abbastanza sollevati da permettere al bestiame – soprattutto nelle aree abitate tradizionalmente da pastori e allevatori – di nutrirsi sotto i pannelli.
Una volta completata come da progetto nell’immagine, probabilmente nel 2027, questa nuova centrale nella Contea di Damxung (Prefettura di Lhasa) dovrebbe generare circa 719 milioni di kilowatt/ora di elettricità pulita all’anno, sostituendo la combustione di quasi 217mila tonnellate di carbone e riducendo le emissioni di anidride carbonica di oltre 652mila tonnellate.