NUOVA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NEL QINGHAI-TIBET

  • by Redazione I
  • |
  • 16 Giu 2026
  • |
NUOVA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NEL QINGHAI-TIBET, Mirabile Tibet


Le rovine di Sanxingdui non cessano mai di stupire – e fin dal loro primo rinvenimento casuale nel 1927, che da allora ha continuato a riscrivere i manuali di Storia dell’Altopiano tibetano e dell’entroterra asiatico. Oggi, infatti, arriva un’altra scoperta. Che cambia ancora la mappa delle relazioni e degli scambi – e già nell’Età del Bronzo – tra il bacino del Sichuan, la parte orientale dell’altopiano Qinghai-Tibet, l’altopiano mongolo e le ‘Pianure centrali’ cinesi.

NUOVA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NEL QINGHAI-TIBET, Mirabile Tibet


Parliamo di 11 microsfere di corniola, forate e lucidate, rinvenute in delle fosse sacrificali e risalenti a 1500-1000 a.e.v. Soprattutto, provenienti – come materia prima e caratteristiche – non da così lontano (come si era creduto a lungo, studiando le tradizioni nord-asiatiche nell’Età della Pietra) bensì dall’area dei Monti Yan e dall’altopiano mongolo.

Corniole. Nella tradizione tibetana, a portare coraggio, energia vitale e stabilità emotiva – usata perciò sia durante la pratica spirituale, sia come collana o bracciale simbolico. Nella Cina di allora, estremamente rare e pertanto considerate un simbolo di status e ricchezza. Dal bimillenario Regno di Shu a Sanxingdui, e assieme all’avorio e all’oro, sentite non solo come gioielli bensì come oggetti-chiave per l’identità (e, dunque, lo status) sociale. Al di là dei diversi significati e usi, i manufatti più a Sud di questo tipo, di quel periodo e nell’area del Qinghai-Tibet.

NUOVA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NEL QINGHAI-TIBET, Mirabile Tibet


Considerato una delle maggiori scoperte archeologiche del XX secolo, Sanxingdui ha finora donato al mondo più di 400 siti di scavo – comprese fondazioni di edifici molto alti, fossati per le ceneri e luoghi di lavorazione delle pietre e dei metalli – e più di 4mila incredibili reperti, riuniti nei 12 ettari del Museo dedicato. In alcuni casi, come quello dell’albero sacro che collega i tre mondi (sotterraneo, umano e celeste), sorprendentemente somiglianti a quelli della più conosciuta anche se successiva civiltà Maya: forse perché, pur a enorme distanza, abitanti dell’altopiano Qinghai-Tibet e del Centro-America guardavano lo stesso Cielo.