
E il suo “magico tocco” nel rinverdire l’Altopiano
Diverse volte negli ultimi 2 anni, ci è capitato di parlare degli enormi sforzi per sottrarre alcune ampie zone del Tibet all’aridità e della “vittoria degli alberi”. E, di recente, abbiamo visto come in una delle regioni più difficili, parte del Deserto del Gobi, l’ingegno di un contadino abbia sostituito il giallo della sabbia con il verde e rosso delle piante di goji.
Ebbene, dopo 5 anni di lavoro, una giovane squadra di ricerca è riuscita a propagare più di 200mila alberelli di olivello spinoso – rinomato non solo per le sue proprietà nutrienti e officinali ma anche per la sua resistenza sia al freddo, sia alla siccità e per la sua capacità di stabilizzare il suolo (anche sabbioso) e stimolare la conservazione dell’acqua. Quindi, per il suo “superpotere” nel ripristino ecologico.
Il leader della squadra, che già durante il primo anno di studi universitari sognava di diventare un ingegnere forestale, ha guidato i colleghi nella raccolta di 169 campioni di germoplasma da tutto il Tibet. Poi, le migliori 2 varietà locali e 3 provenienti da altre regioni asiatiche sono state portate in un vivaio dedicato nella Prefettura di Nyingchi – la ‘Svizzera del Tibet’. Nella stagione delle piogge, quando i rovesci rischiavano di distruggere i teli che coprivano la serra, i cinque giovani studenti si sono organizzati in turni per drenare l’acqua. Poi, a piantine cresciute, si sono dedicati alle potature, alla difesa dai parassiti, all’analisi dei dati e, infine, alla selezione del sito definitivo dei futuri alberi. Felici del lavoro fatto, contenti del risultato e pronti, ora, a scrivere le loro tesi di Laurea sugli equilibri ecologici dell’Altopiano e sulle meraviglie della Natura.
Perché l’olivello spinoso è una pianta antica. Nata 200 milioni di anni fa, presente ai tempi dei dinosauri e, oltre al superpotere green, davvero generosa come doni – abbastanza da essere ampiamente documentata nella Medicina tradizionale tibetana, cinese, indiana e mongola. Che usa soltanto i frutti essiccati al Sole, ricchi di vitamina C fino a 15 volte più delle arance, per problemi circolatori e digestivi. In epoca moderna, si aggiungono il succo di bacche fresche, le marmellate e i sciroppi, così come l’olio di semi sulle ferite o contro l’invecchiamento, i difetti e le malattie della pelle. Senza dimenticare le noie del cambiamento ormonale al femminile, rispetto alle quali l’olivello spinoso può dimostrarsi un potente alleato.
Recupero dei saperi antichi, tanto lavoro sul campo e un po’ di dedizione: dall’Altopiano tibetano, un altro ottimo insegnamento e regalo.