
Nella regione di Sanjiangyuan, vitale per l’intera Asia e dove la conservazione ecologica è una priorità, 30 anni di interventi a favore dell’ambiente e della biodiversità hanno generato un vero modello. Che vede, come dicevamo ad aprile, diversi pastori nomadi dell’Altopiano tibetano diventare ranger e la “prima linea” di difesa dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Parliamo di una zona nella quale vivono 600mila persone, il 90% delle quali – appunto – pastori. “Culla” di 3 grandi fiumi (Azzurro, Giallo e Lancang/Mekong) e dove il riscaldamento globale ha già accelerato lo scioglimento dei ghiacciai a monte e dunque l’innalzamento dei livelli dei laghi e dei fiumi, con già diverse conseguenze negative, a valle.

Così, nella seconda metà degli anni ’90, qui nasce una ong dedicata alla conservazione ecologica lungo il corso superiore del Fiume Azzurro (Yangtze). E, negli stessi anni, i residenti tibetani del distretto di Suojia nella Contea di Zhidoi istituiscono nella regione 5 aree di protezione della fauna selvatica. Nel 2000, viene creata la Riserva naturale (che incorpora le 5 aree) e, nel 2003, la Riserva diventa Parco nazionale, grande quasi come l’Inghilterra. Con un investimento di 7,5 miliardi di yuan (più di 969 milioni di euro) per un piano decennale di salvataggio, ripristino e conservazione del verde, del blu e della biodiversità.

Nel 2001, oltre 900 pastori si offrono volontari per il monitoraggio della flora e fauna selvatica. Tra il 2005 e il 2009, circa 50mila pastori tibetani si spostano nelle zone meno “sensibili” del Parco, da dove poter – anche con l’aiuto dei nuovi camper – portare avanti la propria tradizione pastorizia (artigianato della lana e del cuoio compreso) e, al contempo, dedicarsi alla protezione della vita a Sanjiangyuan. Nel 2016, 20mila pastori decidono di cambiare lavoro, diventando ranger ecologici pubblici. Mentre la popolazione femminile (il 70% del totale) opta, in base all’età, o per gli studi ora possibili e dai quali tornare, o per la trasformazione delle arti tradizionali e del lavoro di cura dei familiari e dei luoghi in cooperative artigianali ed eco-friendly.

Come scrivevamo di recente, una vera civiltà ecologica – quella dell’Altopiano. E di successo: dall’arrivo delle “guardie ecologiche” a Sanjiangyuan, la vegetazione è aumentata, diverse specie prima a rischio non sono più tali e le acque sono più pulite e ricche di vita.