POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI

  • by Redazione I
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  • 23 Ott 2026
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POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI, Mirabile Tibet


Anche per via di alcune somiglianze con la cultura dei Dulong, andiamo a conoscere meglio un’altra delle etnie storiche dell’Altopiano, che recentemente abbiamo incrociato parlando delle saline curate dal villaggio di Jiada nella Contea tibetana di Markham. Casa della comunità più piccola tra i Naxi, in maggioranza abitanti – lungo l’antica Via del tè e dei cavalli – tre Contee del Sichuan e soprattutto lo Yunnan: principalmente la città di Lijiang (“la piccola Venezia dello Yunnan”) ma anche, in minor misura e assieme ai Dulong, Weixi e Shangri-La.

POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI, Mirabile Tibet


Apparentemente discendenti dal trimillenario popolo Qiang e, successivamente, dal Regno di Nanzhao, sembra che i Naxi siano nati culturalmente sull’Altopiano tibetano da due eventi: il matrimonio tra un Re tibetano dell’Impero Tubo e una Principessa Nanzhao, e l’integrazione con la popolazione locale alla fine di una migrazione rivierasca di questi pastori nomadi dalle rive del Fiume Giallo a quelle del Min, dello Yalong (il maggiore affluente dello Yangtze) e, infine, del Jinsha (altro affluente-chiave del Fiume Azzurro).

POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI, Mirabile Tibet


Cosa più importante, sembra che i Naxi siano gli ultimi portatori e testimoni della cultura e religione Dongba. Originariamente sciamanica e animista ma legata attraverso il suo fondatore a quella Bön, i cui sacerdoti – tali di padre in figlio o anche di suocero in genero – sono considerati dei veri “ponti” tra umani, spiriti e divinità.

POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI, Mirabile Tibet


Poco più di 300mila persone, custodi di una cultura antica. A cominciare proprio dalla scrittura Dongba, assieme ideografica e pittografica, e dalle Scritture omonime già all’attenzione dell’UNESCO che racchiudono l’intero “archivio enciclopedico” dei Naxi. Dalla lingua sino-tibetan-birmana e divisa in diversi dialetti, la danza Xie, la musica che ha unito i propri ritmi a melodie cinesi taoiste e un’architettura rimasta unica e fin dalla struttura (“tre corsie e un muro di cinta, quattro lati e cinque cortili”), nonostante le visibili influenze tibetane e cinesi Han, ai ritmi vitali e stagionali, il legame con i cavalli e con la Natura, il senso e uso dei colori, gli usi e i costumi, l’abbigliamento e gli oggetti rituali o le feste e celebrazioni annuali. Il tutto, spesso legato alla visione della creazione del mondo – che considera umani e Natura come fratelli e sorelle perché figli della stessa genesi – nonché alla figura protettrice del divino guerriero Sanduo.

POPOLI DEL TIBET: L’ETNIA NAXI, Mirabile Tibet


Insomma, un viaggio da fare e un incontro da vivere. Con la speranza, come per i Dulong, che le giovani generazioni sappiano portare avanti questo prezioso patrimonio – umano prima ancora che culturale.