Nella parte orientale dell’altopiano Qinghai-Tibet, una squadra di archeologi cinesi ha appena scoperto un sito paleolitico a un’altitudine senza precedenti di 4.300 metri sul livello del mare: a oggi, la prova più alta dell’antica presenza umana in questa regione, che offre nuovi spunti sulle prime migrazioni e le tecniche di adattamento delle popolazioni alle condizioni geografiche, climatiche ed ecologiche di questo luogo.
Dove la vita è fiorita grazie a Tsungen Co, un “grande lago”, formatosi dopo l’ultimo massimo glaciale (last glacial maximum, LGM) dallo scioglimento dei ghiacciai e le cui acque hanno contribuito alla nascita della vegetazione e attirato diversa fauna – fornendo così le risorse vitali per le antiche comunità di raccoglitori e cacciatori.
Il sito appena portato alla luce, nelle vicinanze del lago e sul territorio della Prefettura tibetana di Garze nella storica regione di Kham, fa parte del rinomato complesso archeologico di Piluo a 3.750 metri: finora il più antico, il più grande e il più “prolifico” sito paleolitico di tutto l’altopiano. Da qui l’eccezionalità e l’importanza della scoperta, che sposta l’attività umana dell’epoca a un’altitudine ancora maggiore.
Gli archeologi hanno trovato più di 190 manufatti in pietra, realizzati con utensili di piccole e medie dimensioni, che rivelano una produzione microlitica decisamente raffinata. Soprattutto, mirabilmente adatta al poco ossigeno e alle temperature – abbastanza da permettere sia gli spostamenti stagionali, sia la sopravvivenza continuativa e persino l’espansione degli insediamenti e delle attività in questi luoghi “poco ospitali”.
Negli ultimi 5 anni, nel Tibet sono stati aperti e studiati 42 scavi archeologici su 19 siti – 8 paleolitici, 4 neolitici, 6 dell’età dei metalli e uno del periodo Tubo. Per un totale a oggi di oltre 7,7mila reperti che confermano la vita sull’altopiano 100mila anni fa, la tecnologia delle lame 40mila anni fa, gli strumenti microlitici 10mila anni fa, l’uso del rame 3.800 anni fa, del ferro 2.800 anni fa e (con l’ascesa del Regno di Tubo) l’ingresso nella Storia scritta 1.400 anni fa. Un patrimonio enorme di conoscenze e informazioni, che molto possono ancora insegnarci sulle strategie di adattamento alle sfide ambientali.
Grazie alle molteplici competenze locali e internazionali messe in campo, la scoperta continua.