ALLA SCOPERTA DELLE MONTAGNE SACRE DEL TIBET

  • by Redazione I
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  • 12 Giu 2026
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ALLA SCOPERTA DELLE MONTAGNE SACRE DEL TIBET, Mirabile Tibet


C’è chi dice che siano 8, anche se nella tradizione popolare tibetana sarebbero più di 20. Così, per chi ci segue e per gli appassionati delle vette dell’Altopiano, eccone 10 – in ordine decrescente di altezza.

ALLA SCOPERTA DELLE MONTAGNE SACRE DEL TIBET, Mirabile Tibet


Il primo è Namcha Barwa o Namjagbarwa: la terza cima più alta dell’Himalaya, che secondo alcune fonti raggiunge i 7.782 metri. “Padre delle montagne tibetane” nella Prefettura di Nyingchi e scalato solo una volta nel 1992, si erge sopra il canyon dello Yarlung Tsangpo – la gola fluviale più profonda della Terra. Ed è sacro per la religione Bön, precedente al Buddhismo tibetano e ancora seguita.

Il secondo è il Gongga o Mi’nyag Gongga, che arriva a 7.556 metri: un importante punto di riferimento spirituale del Tibet orientale, conosciuto localmente come il “Re delle Montagne del Sichuan”. Parte del confine culturale tra le etnie tibetana, Han e Yi, la regione del Gongga è la “casa” dei tibetani Mi’nyag e ospita un antico monastero, che risale alla metà del 13mo secolo e che spesso serve come “campo-base” per gli alpinisti. Sia la cima della montagna, sia la valle nella quale si trova il monastero sono considerati sacri.

Il terzo è Gyala Peri, e sempre nel Nyingchi: con i suoi 7.294 metri, il “gemello più piccolo” del Namcha Barwa – anch’esso scalato una solta volta nel 1986. Parte del ‘Paradiso nascosto di Pemako’ e “sentinella spirituale” del fiume Yarlung, che si erge di fronte al fratello a una distanza in linea d’aria di 22 chilometri.

ALLA SCOPERTA DELLE MONTAGNE SACRE DEL TIBET, Mirabile Tibet


Con 6.956 metri, vicino a Nagqu, segue Sapu (o Sapu Kangri ma anche Sepu Kunglha Karpo, cioè “Dio della neve bianca”). Sacra per la religione Bön, che nella valle della montagna ha un monastero vecchio più di mezzo millennio.

Poi, Kawagarbo o Nyainqênkawagarbo, nel Yunnan, con 6.740 metri: una delle più importanti vette per il Buddhismo tibetano e la più venerata nella storica regione tibetana Kham, dove è considerata la dimora di una divinità guerriera protettiva – abbastanza da vietare le scalate.

ALLA SCOPERTA DELLE MONTAGNE SACRE DEL TIBET, Mirabile Tibet


Senza dimenticare il Kailash o Kangrinboqê nella prefettura di Ngari, che supera i 6.6mila metri: la montagna più sacra per ben 4 religioni, meta di pellegrinaggio rituale annuale, per questo motivo mai scalata e della quale abbiamo parlato di recente, in occasione della festa di Saga Dawa.

Nel Qinghai invece, con 6.282 metri, Amnye Machen o Anyê Maqên (“Nonno Pomra”) – sacra per i tibetani Golok e riverita nel Buddhismo tibetano come dimora della principale divinità indigena (Mache Pomra) della storica regione di Amdo.

Ancora sopra i 6mila metri (per l’esattezza, 6.032), Chenrezig – nel Sichuan. Cioè, la più alta delle 3 montagne sacre della zona, pertanto importantissime nel circuito di pellegrinaggio rituale. Assieme a Chenrezig, manifestazione dell’Avalokiteshvara (il bodhisattva della compassione), ci sono infatti le due montagne “sorelle” di poco sotto i 6mila metri – Jambeyang, che simboleggia Manjushri (il bodhisattva della saggezza) e Chanadorje, associato a Vajrapani, che rappresenta forza e protezione.

Poi, Yala – nel Sichuan, con 5.884 metri. A parte la vetta principale, mai scalato. Ma famoso per le centinaia di grotte di preghiera, dove per secoli i monaci buddhisti hanno meditato.

Infine, con “soli” 4.500 metri, Bonri – nel Nyingchi. “Olimpo degli Sciamani”, pieno di luoghi sacri e con 4 monasteri, consacrato al fondatore della religione Bön e l’unico sul quale i buddhisti tibetani in pellegrinaggio circumambulano in senso antiorario. Non rimane che cominciare a sognare. Oppure, prepararsi.