GUGE: LA “POMPEI” DELL’ALTOPIANO TIBETANO

  • by Redazione I
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  • 16 Ott 2026
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GUGE: LA “POMPEI” DELL’ALTOPIANO TIBETANO, Mirabile Tibet


Pochi luoghi sulla Terra riescono a restituire la stessa “istantanea” storica, culturale, spirituale e persino geologica di un impero perduto – e le rovine dell’antico Regno di Guge, nella Contea di Zada (Zhada o Zanda), sono uno di questi.

GUGE: LA “POMPEI” DELL’ALTOPIANO TIBETANO, Mirabile Tibet


Tutto comincia nel Xmo secolo quando, con il collasso dell’Impero tibetano e l’inizio della tribolata ‘Era della Frammentazione’, il discendente dell’ultimo re Tubo si ritira a Ngari e – in totale contrapposizione al padre, che aveva vietato la pratica – crea un regno destinato a diventare un vero santuario del Buddhismo. Una città verticale di 300 metri, come “spuntata” dalla ‘Foresta di argilla’ di Zada (nell’immagine sopra) e che oggi si erge come un monumento a una civiltà fiorita per 7 secoli e poi scomparsa in un unico, violento capitolo.

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Attraverso diverse opere nel tempo, compresa la costruzione del Monastero di Tholing (in Tibetano, “sospeso nel Cielo”) e di 3 Templi – Rosso, Bianco e Samsara -, i regnanti di Guge sostengono la seconda diffusione del Buddhismo e mantengono un’identità culturale distinta che mescola le tradizioni Tubo con influenze dal Kashmir, il Nepal e la Cina. Infatti, le rovine di Guge custodiscono alcuni dei più bei murales buddhisti dell’intero Himalaya, peraltro con linee e colori simili a quelli delle Grotte di Mogao, assieme a scritture antiche, statue in oro e argento e diversi tsha-tshas.

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Cioè, sculture in miniatura del Buddha, di boddhisattva e di stupa, fatte in argilla pressata e – in tempi recenti – protagoniste della “rivoluzione” locale nella preservazione del patrimonio culturale. Iniziata nel 2023, quando la scoperta dei danni provocati dai numerosi scavi illegali e soprattutto incuranti ha portato la Contea a un vero cambio di passo. Quindi, a dei crescenti stanziamenti pubblici annuali (da 440mila yuan, quindi più di 58mila euro, a 1 milione di yuan, cioè quasi 133mila euro) per il consolidamento architettonico, il restauro delle opere nonché la formazione e l’occupazione permanente di 250 persone. Oggi dedite alla conservazione e alla protezione su tutte le coordinate, dagli effetti del tempo, del vento e del Sole alla sicurezza del sito e dei suoi custodi e visitatori.

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Anche perché parliamo di una struttura molto particolare, che si estende su 720mila metri quadri sopra e dentro una “collina” alta, come dicevamo, 300 metri. Divisa tra il palazzo reale in cima, i templi e monasteri sui pendii e le migliaia di abitazioni rupestri alla base – intercalati da granai, armerie e luoghi di sepoltura. Una struttura assieme simbolica e difensiva, piena di tunnel, scale e passaggi scolpiti nella morbida roccia argillosa e che collegavano il palazzo a un fiume nascosto e a diversi punti strategici di osservazione. In teoria, inespugnabile – a meno di un tradimento interno. Che si lascerà dietro, a memoria dell’ultimo assedio e della violenta fine del Regno, una piccola grotta di resti mummificati.

GUGE: LA “POMPEI” DELL’ALTOPIANO TIBETANO, Mirabile Tibet


Tra le rovine di Guge e le Grotte di Piyang passando per i templi e monasteri, la Contea di Zada conta 189 siti del patrimonio culturale inamovibile. Da qui, la rinnovata sensibilità, attenzione e responsabilità verso la sua protezione – che, con uno sguardo al passato e uno al futuro, sta ormai mirabilmente coinvolgendo ben 4 generazioni.