Il preside cammina nella Scuola Media Sperimentale di Lhasa. L’alta quota rende ogni passo faticoso – eppure lui arriva presto e rimane fino a tardi, spostandosi tra aule e dormitori: una routine che raramente interrompe.
Prima di arrivare nel Tibet, lavorava come vicepreside nella provincia di Jiangsu. E, all’epoca, l’Altopiano era per lui poco più che un “sentimentalismo poetico”. Ma, nel 2014, Lhasa è diventata la prima città tibetana a lanciare un modello basato sulla cooperazione, nel quale ogni squadra viene impiegata per sostenere un istituto scolastico e formare il personale docente locale. Così, al suo arrivo, la poesia si è trasformata in responsabilità e la terra una volta lontana è diventata la sua seconda casa.
La Scuola stava affrontando diverse sfide, comprese quelle dell’approvvigionamento idrico ed elettrico. In più, il nuovo preside doveva adattarsi all’aria rarefatta. Partendo però dalla bellezza delle relazioni con gli studenti e i colleghi, il nuovo preside ha introdotto la filosofia educativa, le strategie pedagogiche e le pratiche utilizzate nelle scuole dello Jiangsu – adattandole alle condizioni e alle esigenze dell’Altopiano.
Nel tempo, il preside ha avviato un progetto di migliore organizzazione, partecipazione e formazione del Corpo docente. Ha aperto la scuola a esperti provenienti da rinomati istituti dell’entroterra – invitandoli a tenere lezioni e lezioni dimostrative – e dunque a filosofie educative all’avanguardia. Ha istituito un Centro di ricerca, dove gli insegnanti possono delineare e realizzare i loro progetti. Ha risolto i problemi infrastrutturali, dalla fornitura stabile di acqua corrente pulita alla rete elettrica di riserva. Grazie al programma di lettura ‘Phoenix Bookshelf’, ha portato numerosi libri al campus. Infine, ha organizzato viaggi di studio nelle zone interne.
Oltre ai circa 9 milioni di yuan (più di 1,1 milioni di euro) ottenuti dal Jiangsu Aid Xizang Working Group e dall’Ufficio per l’istruzione di Lhasa, il preside ha anche raccolto decine di migliaia di donazioni – utilizzando questi fondi per premiare l’eccellenza nell’insegnamento e creare delle borse di studio.
Un successo vero. Opera non di una sola persona ma di 19 insegnanti provenienti da Jiangsu e arrivati insieme al preside. Che, oltre alle lezioni, si occupano degli aspetti amministrativi, conducono ricerche e fanno da tutor agli insegnanti locali. Con una soddisfazione professionale che va oltre i punteggi dei test o i risultati evidenti della Scuola sull’Altopiano. Perché nata da momenti che riaffermano il motivo per il quale sono venuti, come aiutare un ragazzo di una famiglia di agricoltori o di pastori a tornare a studiare.
Mentre il Sole sorge sull’Altopiano, il campus si riempie di voci. Il preside continua la sua passeggiata mattutina, pronto per un altro giorno.