LE “GUARDIE ECOLOGICHE” DEL QINGHAI-TIBET

Nella regione di Sanjiangyuan, vitale per l’intera Asia e dove la conservazione ecologica è una priorità, 30 anni di interventi a favore dell’ambiente e della biodiversità hanno generato un vero modello. Che vede, come dicevamo ad aprile, diversi pastori nomadi dell’Altopiano tibetano diventare ranger e la “prima linea” di difesa dagli effetti dei cambiamenti climatici. Parliamo di una zona nella quale vivono 600mila persone, il 90% delle quali – appunto – pastori. “Culla” di 3 grandi fiumi (Azzurro, Giallo e Lancang/Mekong) e dove il riscaldamento globale ha già accelerato lo scioglimento dei ghiacciai a monte e dunque l’innalzamento dei livelli...

LHASA: NON SOLO PELLEGRINAGGI

Dall’Altopiano tibetano, due buone notizie per le persone e l’ambiente La prima riguarda la salute e la Sanità del futuro. Perché, nel principale ospedale della Capitale spirituale del Tibet, è stato appena inaugurato il primo Centro clinico di applicazione delle interfacce cervello-computer (Brain-Computer Interface, BCI). Che, mettendo insieme le risorse dei diversi dipartimenti – dalla neurologia e neuro-chirurgia alla diagnostica per immagini e la Medicina riabilitativa – è in grado di coprire e di personalizzare l’intero percorso terapeutico dei pazienti colpiti da ischemia o emorragia cerebrale, trauma cranico e lesioni dei nervi periferici o del midollo spinale. Una tecnologia, quella...

MIRABILE TIBET: L’IA IN AIUTO DELL’ORTICOLTURA

Un tempo, nel distretto di Dagze a Lhasa – tra i 3.730 e i 4.100 metri sul mare -, coltivare ortaggi freschi tutto l’anno sembrava un sogno irraggiungibile. Ora, dei container alimentati dall’Intelligenza Artificiale promettono invece di renderlo possibile. Una tecnologia non in sostituzione ma integrata e a sostegno, che aiuti l’agricoltura dell’Altopiano a liberarsi dalle condizioni meteorologiche. Perché, a Dagze, il periodo senza gelate dura solo dai 120 ai 150 giorni all’anno mentre le significative escursioni termiche tra giorno e notte, la forte radiazione ultravioletta e gli inverni rigidi rendono molto difficile la coltivazione. Le prime 7 unità, gestiti...

RITORNO NEL TIBET: TULKU KOONDHOR RACCONTA

Nel 1956, a soli 4 anni, viene riconosciuto come reincarnazione (tulku) del Lama Koondhor – il ‘Buddha vivente’ del Monastero tibetano di Galden Jampaling nel Qamdo (o Chamdo, la terza maggiore città dopo Lhasa e Shigatse). Tre anni dopo, mentre viaggia per gli studi verso Pechino, i genitori decidono di andare via dal Tibet e quel ragazzo, così legato alla sua terra natia ma troppo piccolo per decidere da solo, passerà ore attaccato alla radio. Nel 1984, a 32 anni, viene per la prima volta invitato a visitare l’Altopiano e nel 2011, a quasi 60, assieme a sua moglie decide...

LA FERROVIA QINGHAI-TIBET COMPIE 20 ANNI

E ha moltissimo da festeggiare. Perché, in tutto questo tempo, la “Via del Cielo” ha portato davvero tantissimi doni – all’ambiente e alle persone. Non solo trasporto, dunque. Al di là degli oltre 100 milioni di passeggeri e più di 800 milioni di tonnellate di merci finora tra Lhasa e Xining, e al di là dell’evoluzione da una sola linea di 1.956 chilometri a un’intera rete che supera i 4mila. Parliamo di connettività tra aree remote e isolate, quindi tra popolazioni, tradizioni, produzioni e generazioni. Parliamo di accessibilità – anche alla scuola, al patrimonio culturale della propria regione o alle...

LETTERE DA LHASA: RACCONTO DI UN INSEGNANTE

«Prima di diventare insegnante di Arte, nel 2025 sono andato a Lhasa per un tirocinio. E questa esperienza ha profondamente ridefinito la mia comprensione dell’educazione artistica.» «Perché ho incontrato molti bambini cresciuti ai piedi di montagne innevate. Che vedono ogni giorno cime infinite e bandierine di preghiera sventolanti. Che hanno familiarità con l’architettura, gli usi e i costumi locali. Che, grazie a un ambiente così unico, possiedono un’innata sensibilità per la Natura. Ma che raramente usano un pennello per immortalare la bellezza che li circonda o per esprimere le loro emozioni. » «Insegnare sull’Altopiano tibetano comportava molte sfide: bassi livelli...

LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA: IL FIUME NYANG

Siamo di nuovo nel Nyingchi – che non significa soltanto peschi in fiore, il “padre delle montagne tibetane” Namcha Barwa o suggestioni d’inverno. La ‘Svizzera del Tibet’ contiene infatti un altro gioiello, che tutti qui stanno cercando di preservare. Rendendo le acque più pulite, gli alberi più fitti e gli uccelli più numerosi. Perché parliamo del maggiore fiume del Sud-Ovest tibetano, che nasce dal Monte Mira e scorre verso Est per più di 307 chilometri a un’altitudine di 5mila metri, unendosi al fiume Yarlung proprio a Nyingchi – all’altezza del Parco nazionale di Yani. Zona umida nata proprio da questa...

NUOVO RECORD MONDIALE PER UNA DANZA TIBETANA

Solo pochi giorni fa, parlavamo della rinascita del ‘tip tap’ tibetano e della danza Duixie – vincente nel 2024 un record mondiale. Ebbene, l’Altopiano ne ha appena conquistato un altro, per la performance all’aperto del ballo tradizionale Guozhuang (o Gorshey) di ben 1.105 persone alla maggiore altitudine finora: i 4.250 metri di Nagqu. Un riconoscimento che arriva dopo anni di sforzi locali per recuperare questo prezioso e plurisecolare pezzo della Cultura tibetana e a soli due mesi dal conseguente inserimento della danza Guozhuang nel patrimonio intangibile nazionale. Ma anche in un contesto di “staffetta generazionale”, che vede protagonisti sempre più...

VIVERE NEL TIBET, IN EQUILIBRIO CON LA NATURA

All’alba, sull’altopiano settentrionale, il vento è il primo a soffiare: arriva da una distesa apparentemente deserta, attraversa laghi e prati, e si dirige verso le montagne innevate in lontananza. Attraverso il suo binocolo, un ranger scorge antilopi che abbassano la testa per bere, kiang che si muovono lentamente lungo un crinale o sempre più Yak selvatici e Gru dal collo nero – segno della ripresa sull’Altopiano. Da quasi un decennio, Kalzang Lhundrup – responsabile della stazione di conservazione della fauna selvatica ‘Norbu Yugyel’ nella Contea di Nyima della città di Nagqu – interpreta questi segni. Perché, per lui, il ritorno...

LETTERE DA LHASA: LA CIVILTÀ ECOLOGICA TIBETANA

Antica saggezza, moderna speranza Di recente, in occasione di un evento internazionale a Lhasa, un ex ambasciatore nepalese – Krishna Prasad Oli – che è anche esperto di ecosistemi, avvocato ambientale e professore ha pronunciato un discorso davvero illuminante nella sua semplicità. A ricordarci che, molto prima delle moderne preoccupazioni e discussioni, le tradizioni filosofiche del Tibet in particolare e dell’Asia in generale avevano già articolato le profonde interdipendenze tra esseri umani e Natura e i modi per viverle al meglio. «Nell’Induismo, il concetto di dharma include le responsabilità verso se stessi, gli altri e la società ma anche verso...